L’invasione pacifica dei novantamila
A Torregrande si è chiusa la kermesse musicale, un successo dal punto di vista organizzativo e dell’ordine pubblico
ORISTANO. L’alba sulla spiaggia e nella fascia di pineta che si affaccia sul lungomare di Torregrande è popolata da zainetti che sostituiscono i cuscini, scarpe da tennis colorate accanto ai piedi che normalmente le calzano, teli da mare che diventano lenzuola sopra i quali i reduci di Mondo Ichnusa provano a dormire. Almeno qualche ora, dopo aver fatto notte fonda ballando e cantando. I ragazzi, in spiaggia nemmeno si accorgono dell’imponente mobilitazione che all’indomani dei concerti – Max Pezzali il primo giorno, Salmo sabato sera – rimette in sesto l’arenile.
E il successo del festival si rispecchia anche nei numeri: 90.000 presenze in due giornate, 6 concerti per quasi 10 ore di musica live, un palco largo 60 metri e alto 16, uno staff di oltre 500 persone coinvolte nell'organizzazione (produzione evento, Polizia locale, volontari del Servizio ausiliario e forze di polizia). Oltre 10.000 posti auto nei parcheggi organizzati, 12 ambulanze e un punto medico avanzato, pulizia della spiaggia garantita ogni giorno entro il mattino successivo. La cifra del festival si deduce anche dal fatto che sia stato praticamente a impatto zero sotto il profilo dell’ordine pubblico. Episodi fisiologici, come fisiologico è il numero delle persone finite al pronto soccorso in coma etilico. Oggi saranno diffusi i dati complessivi su questo aspetto.
Mondo Ichnusa e il suo pubblico sono stati protagonisti anche sui social network. Attraverso la pagina Facebook (fb.com/ichnusa) e gli account Twitter e Instagram di Birra Ichnusa (@birraichnusa) è stato infatti possibile non solo seguire l'evento in diretta, ma anche accedere a foto e video esclusivi dal backstage del festival. Durante il festival, la pagina ha trasmesso in diretta streaming alcune performance e interviste con Facebook Live. Attraverso l’hastag #MondoIchnusa16, gli artisti e il pubblico hanno raccontato l'evento sui social. Su Instagram sono stati condivisi più di 5000 foto e video dedicati alla manifestazione.
E, nel festival sponsorizzato da una birra, si è tenuta alta l'attenzione sulla campagna per il consumo responsabile di alcolici lanciata da birra Ichnusa e dal Movimento consumatori. Oltre 2000 i presenti che hanno accettato di partecipare al gioco “ Chi beve non va da nessuna parte”, percorrendo 1500 chilometri: una volta indossati degli occhiali particolari, infatti, i partecipanti hanno svolto un percorso di simulazione di guida in stato di ebbrezza lungo una miniatura della Sardegna, provando gli effetti dell'alcol al volante.
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