Bosa, opposizioni all’attacco
Duro documento contro l’amministrazione Mastino: «Beghe interne paralizzano il Comune»
BOSA. Inizio d’agosto all’insegna della forte contrapposizione politica e amministrativa. “Per Bosa” e Udc dai banchi della minoranza respingono l’accusa, lanciata nei giorni scorsi dal segretario del circolo Dem di Bosa Salvatore Antotzi in un comunicato di sostegno al sindaco ed alla coalizione che governa dalla primavera 2014 la città del Temo, di condurre una “Opposizione distruttiva”.
I consiglieri di opposizione, in un documento, definiscono il Pd «partito che continua a suo piacimento a monopolizzare la maggioranza relegando gli alleati a ruoli marginali». Ma non solo su temi generali si sofferma il documento condiviso da Sergio Obinu, Alfonso Marras, Rosalia Acca, Piero Franco Casula e Sergio Rosa, all'indomani della sintesi sui 24 mesi di mandato tracciata nelle scorse ore da Luigi Mastino.
«Siamo intervenuti per chiedere al sindaco chiarimenti in merito agli innumerevoli problemi della città» e inoltre, rispetto alle «polemiche alimentate da personaggi anonimi sui social» per capire «cosa intendesse fare nel merito».
Secondo Per Bosa e Udc «molte delle cose scritte erano già note, anche attraverso delibere» con richiami all’approvazione di regolamenti consiliari “ad personam" (secondo l’opposizione), e poi « vendite di beni pubblici, estrazione di scrutatori, assegnazioni di contributi ad associazioni con scopo di lucro, non partecipazione a bandi regionali, mancata discussione sul nuovo appalto della raccolta differenziata dopo una a quanto pare inevasa richiesta di accesso agli atti».
Alla luce delle varie prese di posizione emerse nei giorni scorsi quindi per Udc e Per Bosa lo scontro mediatico in atto è «tutto interno alla maggioranza. Dilaniata dalla forte polemica con l’ex avvocato di fiducia Delogu sulla questione dei tributi comunali e dalle esternazioni anonime di persona/e molto addentro alle cose della maggioranza».
Quindi c’è il richiamo alle esplicite domande poste in aula venerdì scorso, che spaziano dalla nomina di legali, all’entità dell’appalto della raccolta rifiuti, al contenzioso fra il comune e la Porto di Bosa. Le risposte date dal sindaco Luigi Mastino per i cinque consiglieri di minoranza sono state «evasive» se non addirittura «inaccettabili», come sul caso della darsena. “
«Ma i cittadini non hanno diritto ad essere informati sulla validità e la rispondenza del progetto alle esigenze della città?».
«Poco ci interessano le beghe interne - conclude la nota -, che stanno paralizzando l’attività amministrativa e hanno messo in ginocchio l’economia cittadina».
Udc e Per Bosa rimarcano la volontà di voler proseguire nel «chiedere di discutere su argomenti e problemi che interessano la città, senza cedere alla facile tentazione di scadere nel pettegolezzo».
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