Ghisu: «Commissario per pochi mesi non è una iattura»
Il responsabile Enti locali del partito attacca il sindaco «Giochi poco trasparenti. Valuti anche le dimissioni»
ORISTANO. L’ottimismo per la possibile risoluzione della crisi in Comune deve essere probabilmente limitato al municipio e strade limitrofe. Se ci si allontana un po’ dal centro storico, la prospettiva sulle vicende comunali, anche da parte di chi dovrebbe avere, se non altro per comunanza ideologica, un occhio benevolo. Da casa Pd continuano ad arrivare bordate ad alzo zero verso il sindaco. Il responsabile Enti locali del partito, Battista Ghisu, in una durissima nota ha criticato duramente Guido Tendas. Non è la prima volta che accade: di recente altre accuse erano arrivate dal segretario provinciale del partito, Alessio Mandis. Si rirpopone dunque la questione del “doppio Pd”: quello che sta fuori il Palazzo degli Scolopi e quello che sta dentro.
«Il Partito Democratico - scrive Ghisu - in molte occasioni e anche per voce del segretario Alessio Mandis, ha contestato al sindaco Tendas di aver agito sempre da solo senza coinvolgere il partito come è accaduto per esempio con il progetto del termodinamico, che vede buona parte del Pd schierato contro questo tipo di progetto che preoccupa la città, che ha un forte impatto ambientale e che non esclude rischi di inquinamento, come hanno sottolineato i promotori del Comitato di cittadini nato contro questo progetto».
Ghisu ricorda che «il sindaco è stato candidato ed eletto grazie al Partito Democratico e a tutta la coalizione, che ora si è sfaldata e questo deve far riflettere e chi ha delle responsabilità se le prenda tutte». Ghisu ne ha per il sindaco «che stimo personalmente», ma che «deve capire che quanto accaduto non può passare inosservato e non è accettabile che non abbia mai ricercato un confronto con il partito che lo ha espresso». Ma ne ha anche verso i consiglieri dissidenti «che entrano ed escono a seconda della convenienza» e che «avrebbero chiesto al sindaco Tendas la testa dell'assessore Efisio Sanna e del Presidente delle Marine Oristanesi Giovanni Sulas».
Il responsabile enti locali del Pd ricorda quindi che « l’assessore Sanna è stato il consigliere più votato e quindi legittimato dai cittadini oristanesi e ha svolto l'incarico di assessore egregiamente così come egregiamente lo ha svolto la nostra rappresentante Maria Obinu. Chiedere la testa del più votato non fa onore a chi l'ha chiesta perché va contro la volontà popolare».
Discorso analogo per la società Marine Oristanesi, che gestisce il porticciolo di Torregrande: «Chiedere la revoca dell’incarico del presidente è una ulteriore prova di stupidità politica perché Sulas è una persona onesta, stimata e serissima, che ha svolto un grande lavoro di risanamento della società».
La ricetta di Ghisu è drastica: «Il sindaco, se intende risolvere la crisi assecondando richieste di questo tipo, o smentisce pubblicamente oppure si dimetta e non si presti a questi ricatti politici che nulla hanno a che vedere con una sana e trasparente amministrazione della città. In queste condizioni l'arrivo di un Commissario per alcuni mesi non è una iattura, ma spiana la strada per un profondo rinnovamento della classe dirigente».
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