Acqua e tariffe, clima di veleni
Volantino anonimo invita il sindaco a rivedere la scelta di far pagare
SENEGHE. Nel piccolo centro del Montiferru, noto per gli importanti eventi culturali che vi si tengono (tra qualche settimana prenderà il via la 12esima edizione del Cabudanne de sos poetas) e per i poeti che vi sono nati, anche le minacce alla maggioranza che guida il paese arrivano in rima, e in “limba”.
Qualche giorno fa nel paese è comparso un volantino, scritto in un sardo misto (non quello codificato dalla lingua sarda comune), che ha un titolo molto eloquente “S’aineddu est prontu”, l’asinello è pronto. Il contenuto, firmato da un non meglio identificato gruppo che si definisce “Sos seneghesos autenticos e propositivos”, i seneghesi autentici e propositivi, è molto chiaro e avvisa il sindaco, e la sua giunta, che proseguire sulla strada che vorrebbe far pagare l’acqua dei pozzi di “Pardu e su Campu e su laccu”, ad allevatori, agricoltori e altri, significa correre il rischio di essere cacciati a furor di popolo.
Il volantino invita il sindaco Gianni Oggianu (e la sua maggioranza) a tornare sui suoi passi, a far sentire la sua voce nelle sedi opportune e difendere gli interessi di alcuni cittadini dall’ingerenza di chi vorrebbe far pagare loro un bene, l’acqua, che nel territorio è presente in abbondanza. Pena essere messo in groppa a un somaro e cacciato via, come si faceva una volta ai preti sgraditi.
«Questo atto, che definire sconcertante è poco - dice Gianni Oggianu -, espresso in forma anonima, non merita neppure di essere commentato. Io e la mia Giunta abbiamo dato sempre udienza tutti, senza alcun problema. Lo scorso mese di giugno non ci siamo sottratti a un’assemblea popolare. In quell’occasione abbiamo ascoltato le istanze di tutti, abbiamo risposto alle domande, fugato dubbi, illustrato il problema. Tutti devono capire che quella risorsa ha un costo, e chi ne usufruisce deve contribuire a sostenerlo. In quella sede abbiamo detto chiaramente che se tutti pagano, pagano tutti di meno. Basta che chi ne usufruisce si dichiari in Comune. Molti l’hanno fatto, altri devono farlo, altri ancora stanno prelevando l’acqua dalle fontanelle pubbliche. E non mi pare un comportamento corretto. Subito dopo ferragosto la giunta si riunirà e alla luce dei nuovi numeri, delibererà una revisione (al ribasso) dei costi».
Nel paese, come sempre accade in questi casi, quando vengono toccate le tasche, sono in tanti a schierarsi contro il sindaco e a dare ragione all’anonimo (o anonimi) estensore del volantino. Qualcuno però non esita a definirlo una vigliaccata. Un modo di fare sconosciuto ai seneghesi, noti per essere un popolo ospitale, disponibile a risolvere pacificamente le diatribe.
Piero Marongiu
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