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Oristano

Sedilo, un conclave senza candidati per la Santu Antinu

SEDILO. Tra pochi giorni si apriranno le urne per eleggere il nuovo direttivo dell’associazione Santu Antinu e già si profila il rischio di una prima fumata nera. Il segretario del sodalizio deputato...

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SEDILO. Tra pochi giorni si apriranno le urne per eleggere il nuovo direttivo dell’associazione Santu Antinu e già si profila il rischio di una prima fumata nera. Il segretario del sodalizio deputato all’organizzazione della festa ha convocato l’assemblea dei soci per il 22 alle 19 nel salone San Giuseppe. I posti nel consiglio direttivo sono vacanti da più di un mese, quando presidente e consiglieri hanno rassegnato le dimissioni. Quella di rimettere il mandato in massa è stata la reazione alle critiche piovute addosso all’associazione in seguito agli incidenti che avevano fatto riemergere alcune falle nelle misure di sicurezza disposte a tutela di cavalieri e animali dell’Ardia.

Da una parte il comitato si era sentito chiamare in causa per il ruolo esercitato nell’organizzazione della manifestazione e dall’altra è stato accusato di eccessiva ingerenza nella gestione dell’incolumità pubblica. Responsabilità che l’associazione aveva respinto con fermezza ricordando di non aver mai assunto e di non essere mai stata investita di quei poteri che l’avrebbero obbligata a vigilare sul rispetto delle prescrizioni a carico dei cavalieri. A tale compito avrebbe potuto assolvere soltanto «una struttura adeguata».

Questo sostenevano nella lettera di dimissioni l’ex presidente Giacomo Meloni e i ventitre consiglieri che l’avevano firmata: «L’associazione è formata da volontari e non è in grado di adempiere alle incombenze che le vengono attribuite in quanto non dispone di personale, competenze, mezzi e potere giuridico». Da allora poco o nulla sembra sia stato fatto per ricucire lo strappo e questo non gioca a favore di possibili candidature e della sopravvivenza dell’antico sodalizio. Al momento non circolano nomi di aspiranti presidenti e consiglieri eppure l’ipotesi dello scioglimento appare inverosimile. L’incontro potrebbe riservare sorprese. Un solo dato è già assodato: il presidente uscente non si ricandiderà né accetterà una designazione eventualmente decretata dalle urne. «Coerenza impone che chi ha firmato le dimissioni non si ricandidi e io non mi proporrò né accetterei di entrare come consigliere», ha dichiarato Giacomo Meloni motivando con una frase telegrafica ma eloquente la sua fermezza: «Non è cambiato nulla dalle dimissioni».

M. A. C.

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