Busachi, incendio doloso in un’azienda agricola
Distrutte dalle fiamme 800 presse di foraggio. Sul fatto indagano i carabinieri
BUSACHI. Fuoco nella notte e il sospetto è che l’incendio che ha tenuto impegnati per diverso tempo i vigili del fuoco del distaccamento di Ghilarza sia di origine dolosa. Nelle campagne del paese sono andate in cenere circa ottocento presse di foraggio. Le fiamme hanno poi compromesso in maniera notevole anche il fienile in cui erano state lasciate dal proprietario, l’allevatore busachese Salvatore Mele, 38 anni. In passato aveva avuto più di un problema con la giustizia, in particolare nella vicenda legata al tentato duplice omicidio dei fratelli Giuseppe e Tonino Mele, figlio di una faida stroncata dopo che il sangue aveva già iniziato a scorrere nel paese del Barigadu.
Salvatore Mele era stato però assolto da quella gravissima imputazione risultando del tutto estraneo ai preparativi del duplice tentato omicidio. In quell’occasione gli inquirenti intervennero prima che il presunto gruppo di fuoco entrasse in azione. Tra gli arrestati ci fu anche Salvatore Mele, il quale però risultò estraneo a quei fatti e uscì con l’assoluzione in tasca.
Da allora nessun problema e una vita assolutamente tranquilla. Ieri notte però l’episodio che lo ha visto subire un danno notevole. Secondo le prime stime, la perdita delle presse di foraggio e l’incendio alla struttura possono essere quantificati in circa diecimila euro, una brutta botta per l’allevatore. I sospetti che il rogo sia doloso sono altissimi, anche se si attende la relazione definitiva dei vigili del fuoco. È per questo motivo che anche i carabinieri della stazione e della Compagnia di Ghilarza si preparano a indagare sui possibili moventi e, soprattutto, su chi possa essere l’autore.
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