Riavvio del cogeneratore Il sindaco: è illegittimo
Simaxis, l’impianto delle polemiche viene messo in funzione nelle ore notturne Lo stabilimento è dissequestrato, ma per l’amministrazione non può operare
SIMAXIS. Fumi concreti, quelli che si riaddensano sul cogeneratore di Simaxis al centro di una battaglia condotta da un comitato contrario all’avvio dell’impianto sorto per la «liquefazione di prodotti di origine animale da scarti di macellazione freschi, con adiacente impianto di cogenerazione alimentato da biocombustibile ottenuto dal processo di liquefazione». Da qualche giorno il cogeneratore sembra aver ripreso vita: meglio, da qualche notte, visto che il fumo che fuoriesce e il rumore di macchinari in funzione, compatibili con un avvio dell’attività, si percepiscono solo durante le ore notturne. Nello stabilimento i motori si accendenderebbero dopo le 21.30, e i fumi, miasmi compresi, si propagherebbero fino alle prime ore del mattino.
L’impianto è tecnicamente inattivo. E in teoria dovrebbe restarlo, fino a quando la Groil, titolare dell’attività, non metterà in pratica le disposizioni che la Regione ha imposto, dopo aver sollevato la società dall’ostacolo dell’assoggettamento al Via, la procedura di impatto ambientale. Lo stesso impianto era stato posto sotto sequestro dalla magistratura nel 2014, dopo un lungo rapporto dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico e del Comando provinciale di Oristano, perché «sarebbe stato costruito e attivato senza che la ditta che ne detiene la proprietà, la Groil srl, fosse in possesso delle autorizzazioni ambientali necessarie per l'attivazione».
Ma qualcosa, nelle ultime settimane, è cambiata. Il 18 luglio scorso la Groil ha comunicato all’amministrazione comunale di Simaxis l’avvenuto dissequestro, e quindi la volontà di avviare le prove di taratura.
«A parte il fatto che quella comunicazione è nulla, perchè tutto ciò che riguarda attività produttive deve passare per il portale del Suap (Sportello unico per le attività produttive), noi riteniamo che ancora la situazione non sia sanata». La posizione di Giacomo Obinu, sindaco di Simaxis, è netta. Dichiarata irricevibile la nota, il primo cittadino, eletto anche grazie allo zoccolo duro dei contrari all’impianto, va oltre. «Questa attività non può essere avviata perchè mancano gli adeguamenti chiesti dalla Regione. Quelli macroscopici, sono ad esempio gli alberi ad alto fusto che dovrebbero circondare l’impianto. I filtri per le carcasse animali in ingresso, tanto per citarne due». Non solo, aggiunge Nicola Cherchi, assessore al Bilancio e presidente dell’Unione dei comuni della bassa valle del Tirso e del Grighine. Le comunicazioni dovrebbero arrivare proprio al Suap dell’Unione. «La pratica deve essere ripresentata al Suap. Ma non abbiamo notizie».
Il sindaco Obinu ricorda anche che «L’attività era stata avviata quando la lottizzazione era convenzionata. Ora quella convenzione è decaduta, quindi, il minimo passo da compiere, è riconvenzionarsi». Aggiunge: «Inutile che dalla Groil sostengano che per la Regione quelle prescrizioni non servono. Se non riceviamo comunicazioni contrarie, per noi restano in piedi. Fermo restando le altre considerazioni». Obinu sottolinea che «Non abbiamo nulla in contrario all’avvio di nuove attività, ma se esistono le regole, bisogna rispettarle». E in più, un impianto che dorme di giorno e si ridesta in notturna desta più di una perplessità.
Oggi il sindaco di Simaxis presenterà una comunicazione formale ai carabinieri e alla Forestale. «E poi vedremo cosa succederà».
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