Spiaggia di San Giovanni, salvi tre turisti in difficoltà
Cabras, è stato decisivo l’intervento dei bagnini impegnati lungo la costa Nello stesso punto l’anno scorso era morto il commerciante Vincenzo Curtale
CABRAS. Questa volta la differenza tra il raccontare una tragedia e una tragedia mancata l’hanno fatta i bagnini che dal 23 luglio (e fino al 4 settembre) pattugliano lo spiaggione di San Giovanni. Un mare bello quasi da far male, da morire, a volte: come accadde un anno fa per Vincenzo Curtale, che si buttò in acqua per salvare dei turisti in difficoltà. Li salvò, lui morì.
Ieri, per ben due volte si è sfiorato il dramma, proprio sotto la torre spagnola, e proprio vicino al punto in cui morì Curtale. Un giovane straniero salvato al mattino, attorno a mezzogiorno, due fidanzati, lei origini sarde lui straniero, tirati fuori da un mare bello quanto infido, quando soffia il vento di maestrale e la corrente di risacca toglie la sabbia sotto i piedi, energia e lucidità e ricaccia al largo.
Ieri sventolava la bandiera rossa, segno di massima allerta; i bagnini della Cani Salvataggio Quattro mori Sardegna (costola della Unità cinofile di soccorso Sardegna alla quale il Comune di Cabras ha affidato il salvamento ) per tutto il giorno avanti e indietro sull’arenile, fischietti in bocca e inviti chiari: non entrate in acqua. Non è bastato.
Matteo Solinas è di Seneghe, Thomas Frau di Silì. Sono i bagnini che hanno salvato la vita a tre persone, tutto in un giorno in un’estate finora andata tutto sommato bene. Il racconto di Matteo: «Verso mezzogiorno ho notato un ragazzo andare al largo. Ha provato a rientrare ma non è riuscito. Ho capito che era in difficoltà, mi sono tuffato e l’ho riportato a riva». Al pomeriggio stesso scenario. «Attorno alle 4 si sono tuffate molte persone. Nonostante la bandiera rossa, nonostante gli avvisi. Succede così: qualcuno si tuffa e allora tutti gli altri pensano che non sia pericoloso e lo seguono». Anche due fidanzati hanno deciso che forse con il mare si poteva scendere a patti, ieri pomeriggio. E si sono buttati. «Non riuscivano a rientrare. Siamo intervenuti, ci hanno aiutato anche altri bagnanti. Li abbiamo portati a riva». Il 118, la Laps di Cabras li ha trasportati all’ospedale di Oristano. Non sono gravi.
A volte le tragedie sono alimentate dall’incoscienza. «In genere i bagnanti sardi chiedono se il mare è sicuro, gli stranieri no», dice ancora Matteo. Ieri è andata bene. Ogni tanto bisognerebbe ricordarsi che non è mai una sfida mare-uomo. È sempre l’uomo che fa le prove di forza. Spesso le perde.
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