Il primo candidato sindaco è donna e indipendentista
Il movimento “Meris” di Doddore Meloni annuncia il nome di Cristina Puddu «Disponibili a alleanze, ma se non ci saranno andremo avanti da soli»
ORISTANO. Il presidente del movimento indipendentista Meris Doddore Meloni gioca d'anticipo e prova a sparigliare la corsa per il rinnovo del Consiglio comunale e l'elezione del sindaco di Oristano. L'annuncio ieri mattina nella pineta di Mandriola, la borgata marina di San Vero Milis da dove otto anni fa salpò assieme a un gruppetto di fedelissimi per andare a occupare l'isola di Mal di Ventre e proclamare la nascita della Repubblica indipendente di Malu Entu. Niente giri di parole. «Il movimento indipendentista Meris - ha detto - parteciperà alle elezioni comunali di Oristano che si terranno nella primavera del 2017. Il nostro candidato sindaco è l'avvocato Cristina Puddu».
«Meris - ha detto ancora Meloni - è pronta a stringere alleanze con movimenti e partiti che condividono il progetto di indipendenza della Sardegna, ma in caso contrario andrà comunque al voto col proprio simbolo e con una propria lista».
Per i dettagli del programma è ancora presto. La candidata sindaco comunque ha già le idee chiare: «Il programma nascerà dal confronto con i cittadini, che ci aiuterà a capire cosa bisognerà fare per far rinascere Oristano e per rimediare ai danni delle amministrazioni precedenti e in particolare della Giunta Tendas, che ha fallito su tutti i fronti, è stata sorda a tutte le richieste dei cittadini, ed è andata avanti a colpi di promesse e proclami mai mantenuti che hanno alimentato il malcontento popolare».
Di suo, Meloni aggiunge che il programma avrà un particolare riguardo per il rilancio dell'agricoltura, indicata come la risorsa che può cambiare il futuro della città.
La festa per l'ottavo anniversario della proclamazione della Repubblica indipendente di Malu Entu è stata anche l'occasione per l'annuncio di “un tour referendario di Meris e della Confederazione sindacale sarda di Giacomo Meloni per spiegare a tutti i sardi che devono dire No alla riforma costituzionale del Governo Renzi».
«Il referendum - ha detto Meloni - è una questione di vita o di morte per la Sardegna, perché con la riforma dell'articolo 5 ci vogliono togliere anche quel poco di autonomia che abbiamo adesso».
Sulla stessa linea il leader del Css, che contesta l'invito all'astensione di altri partiti e movimenti indipendentisti. «Siamo e restiamo indipendentisti, ma invitiamo tutti i sardi a votare “no” perchè vogliamo scongiurare ulteriori restrizioni degli attuali già limitati spazi di libertà e di democrazia» ha spiegato annunciando che il tour referendario scatterà a settembre e proseguirà fino alla data del referendum percorrendo un po' tutta la Sardegna.
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