La Nuova Sardegna

Oristano

Tendas è sicuro: ha di nuovo i numeri

di Enrico Carta
Tendas è sicuro: ha di nuovo i numeri

La mediazione con il consigliere Stefano Mureddu per un suo rientro in maggioranza sembra andata a buon fine

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ORISTANO. «Dio non gioca a dadi», diceva Einstein scomodando l’Altissimo a proposito delle leggi che regolano l’universo. Volando più bassi, evidentemente anche il sindaco Guido Tendas nei giorni scorsi non sfidava alla cieca la buona sorte oppure è un campione del rischio. Il suo dev’essere stato molto calcolato e meditato, più di quanto si potesse pensare dall’esterno e più di quanto potessero far trasparire alcune prese di posizione della sua maggioranza.

Nel giorno che doveva essere quello della disfatta, le cose hanno virato ancora una volta – l’ennesima in questi quattro anni e rotti – per il verso auspicato dal primo cittadino. L’hanno fatto in una maniera forse inaspettata, certamente molto pasticciata e affannosa, ma alla fine Guido Tendas è arrivato là dove voleva. La caduta, visto che mancano solo otto mesi alla fine della legislatura e non ci sono più grossi ostacoli da affrontare, sembra si possa evitare del tutto. All’improvviso sarebbe infatti rientrato nei ranghi (non a cuor leggero) Stefano Mureddu, uno dei quattro consiglieri di maggioranza che la maggioranza l’avevano lasciata proprio alla vigilia delle votazioni sul bilancio le quali aveva causato la doppia scivolata di sindaco e giunta che, per ben due volte, non avevano avuto i numeri sufficienti per far approvare gli equilibri di bilancio.

Sembrava tutto perduto nei giorni scorsi, ma già nella mattinata di ieri, hanno iniziato a circolare voci sempre più insistenti sul fatto che Guido Tendas non fosse un kamikaze e che nella manica avesse già un asso da giocare ovvero la (quasi) certezza che la Regione non avrebbe commissariato l’intera amministrazione sciogliendo il consiglio comunale, ma che avrebbe spedito all’ombra di Eleonora solamente un commissario ad acta per sbrigare la faccenda degli equilibri di bilancio.

Un asso è pur sempre un asso, per quanto a molti potesse apparire come un asso di picche. Nel pomeriggio però il sindaco ne ha sfornato un secondo e stavolta di cuori, perché, dopo una faticosa opera di ricucitura, ha fatto capire ai suoi di aver riallacciato i rapporti proprio con Stefano Mureddu. A quel punto il gioco sembrava fatto e i numeri per l’approvazione degli equilibri ci sarebbero stati. Invece no, perché in mattinata e all’improvviso erano arrivate le dimissioni della consigliera di maggioranza Giannella Urru per motivi personali.

Un’addizione di qua, una sottrazione di là e Guido Tendas si è ritrovato ancora una volta con un voto in meno del necessario, perché la surroga della consigliera dimissionaria può avvenire solamente dalla prossima seduta. La maggioranza a quel punto aveva la carta del numero legale per fare bricola e rinviare così la seduta in attesa di ricomporre l’intero Consiglio, ma non si è arrivati a tanto perché l’assenza per motivi di salute dell’assessore al Bilancio, Giuseppina Uda, ha comunque consentito al sindaco di ritirare i punti all’ordine del giorno che riguardavano gli equilibri di bilancio.

Naturalmente questo ha fatto scatenare la protesta vibrante dell’intera opposizione indignata per quella che ritiene una sorta di rimpiattino che serve solo per ritrovare gli assetti in maggioranza senza alcun effetto positivo sulla città. La delusione in effetti era palpabile perché negli ultimi giorni Guido Tendas e la sue esperienza erano state date per finite un po’ all’unanimità.

E il sindaco a fine seduta, dopo che la minoranza aveva lasciato l’aula al termine della seduta con un ironico e amaro applauso, ha replicato: «È la prima volta che accade che si contesti una scelta come quella che è stata fatta per quanto essa fosse giustificata dall’assenza dell’assessore competente sull’argomento. Forse qualcuno pensava di poter festeggiare, ma purtroppo per lui ci sono delle novità importanti che dovrebbero consentire di evitare il commissariamento del Comune che è sempre una cosa peggiore rispetto all’amministrazione guidata da qualsivoglia sindaco eletto».

Nei prossimi giorni la resa dei conti.

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