Dialisi, il sollievo dei vertici della Casa di cura
ORISTANO. Alla Casa di cura “Madonna del Rimedio” ieri si respirava un clima decisamente più sereno. La notizia del provvedimento del Tar che ha sospeso la delibera della Asl 5 che riduceva in...
ORISTANO. Alla Casa di cura “Madonna del Rimedio” ieri si respirava un clima decisamente più sereno. La notizia del provvedimento del Tar che ha sospeso la delibera della Asl 5 che riduceva in maniera consistente le risorse da destinare alla dialisi in convenzione, è stata accolta positivamente. «Francamente sarebbe stato paradossale immaginare una conclusione diversa della vicenda», ha commentato ieri il direttore della Casa di cura, Antonio Sulis. «Del resto, si tratta di terapie salvavita, difficile immaginare cosa sarebbe accaduto se ci fossimo trovati a dover negare le prestazioni ai nostri pazienti». I giudici del tribunale amministrativo regionale hanno accolto tutte le motivazioni del ricorso che era stato presentato dalla casa di cura attraverso il proprio legale, l’avvocato Stefano Porcu. Se la delibera che a Luglio disponeva la riduzione di 500mila euro rispetto ai 1.900 del budget concesso alla struttura che opera in convenzione, la clinica non avrebbe potuto assicurare praticamente un quarto delle circa 11mila prestazioni di dialisi che assicura ai pazienti nefropatici. Un’ipotesi che aveva provocato l’immediato intervento dell’Aned, l’associazione dei pazienti in dialisi, che aveva ipotizzato, la richiesta di un intervento della magistratura ordinaria per «interruzione di pubblico servizio». Il direttore della Casa di cura, tuttavia, critica la scelta della Asl 5. «I budget non pianificano a luglio ma all’inizio dell’anno –dice – è impensabile procedere in modo diverso».
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