La Nuova Sardegna

Oristano

Stop all’abbattimento dei cormorani, non ci sono fondi

di Michela Cuccu
Stop all’abbattimento dei cormorani, non ci sono fondi

La denuncia della Coldiretti: alcuni stagni già in sofferenza Sos alla Regione, la Provincia non ha né soldi né personale

2 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. Non è stato ancora avviato e rischia già di fermarsi al palo, il piano di controllo dei cormorani nei compendi ittici oristanesi. Un provvedimento a lungo atteso dai tanti operatori della pesca che dovrebbe essere avviato già dal mese di ottobre, ma che non può partire. La Provincia, infatti, non avrebbe le risorse economiche e il personale necessari. La denuncia arriva dalla Coldiretti provinciale, che in una nota, riferisce quanto appreso nel corso di un recente incontro con l’Amministrazione. «La Provincia di Oristano non possiede ne risorse finanziarie né umane sufficienti per le diverse fasi attuative del Piano di contenimento, a partire dall’organizzazione dei corsi», si legge in una nota diffusa ieri mattina dall’organizzazione agricola. «Una situazione inaccettabile, resa ancor più ancor più preoccupante in riferimento alle segnalazioni che sopraggiungono da alcuni stagni che già dal mese di settembre registrano una impennata del numero di arrivi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno», si legge ancora. La Coldiretti, che assieme a Uecoop Sardegna aveva sollecitato, nei mesi scorsi, la stesura del Piano di contenimento, ha deciso a questo punto di rivolgersi alla Regione. Con una nota, indirizzata all’ assessore regionale della Difesa dell’ ambiente, Donatella Spano, ha infatti sollecitato «Un pronto intervento, come fece nel luglio scorso, al momento della approvazione del piano», si legge. «Se la Provincia rimane isolata, senza alcun supporto tecnico e finanziario da parte della Regione – sostiene il direttore Coldiretti Giuseppe Casu – la messa in opera del piano di contenimento dei cormorani appare compromessa. Dopo che negli ultimi anni i cormorani sono aumentati in modo esponenziale, crescendo di oltre l’80 per cento rispetto alle presenze consolidate con danni diretti stimati in oltre 2 milioni e mezzo di euro. il Piano appare come l’ unica soluzione ad una situazione ormai insostenibile per gli stagni oristanesi. Alla Regione – continua il direttore – chiediamo di intervenire celermente per consentire l’avvio degli interventi, pena un’altra anna di danni per il comparto, facilmente immaginabili».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative