Bosa, condanna per un accoltellamento
BOSA. Luglio 2010, festa di San Sebastiano a Desulo. Allegria, qualche bicchiere, amiche, amici, incontri piacevoli, altri meno. E poi coltelli. Quello che spunta in una lite, penetra bellamente...
BOSA. Luglio 2010, festa di San Sebastiano a Desulo. Allegria, qualche bicchiere, amiche, amici, incontri piacevoli, altri meno. E poi coltelli. Quello che spunta in una lite, penetra bellamente nelle carni di un ambulante di Bosa che con la sua giostra stava allietando la serata dei vogliosi di divertimento. Mirko Fiori, 37 anni, finisce in ospedale, altri finiscono agli arresti accusati di tentato omicidio.
Passati sei anni, con le cicatrici ormai rimarginate, restano da saldare i conti, ma stavolta in tribunale di fronte a dei giudici e non nella pubblica piazza in cui vigeva la legge non esattamente ammessa del “fai da te”. Nel frattempo le strade dei tre amici si sono divise, ma l’esito di alterne vicende processuali è stato simile sebbene più complicato per Antonio Luigi Mulvoni (27 anni) che solo in appello ha visto derubricato il capo d’imputazione passato da tentato omicidio a lesioni. C’è una bella differenza e ne sa qualcosa anche Gianfranco Casula (28 anni) che ieri ha visto il tribunale di Oristano condannarlo a un anno e nove mesi proprio per lesioni. Ma di fronte ai giudici Francesco Mameli, Andrea Mereu ed Enrica Marson era arrivato per rispondere proprio di tentato omicidio e del porto di un coltello, anche se poi a colpire Mirko Fiori fu il solo Antonio Luigi Mulvoni. È stato però lo stesso pubblico ministero Rossella Spano a chiedere la derubricazione del reato in lesioni. Caduto il capo d’imputazione per il porto del coltello, è rimasta l’altra accusa che è costata un anno e nove mesi all’imputato difeso dall’avvocato Anna Maria Busia. Ma non è finita qui, perché Gianfranco Casula dovrà affrontare anche il procedimento civile per stabilire l’esatta entità del risarcimento del danno da rifondere a Mirko Fiori che si era costituito parte civile assistito dall’avvocato Rita Violante.
Il terzo uomo può invece esultare. Andrea Floris, accusato di favoreggiamento perché avrebbe coperto le azioni degli amici, è stato assolto secondo quanto richiesto dall’avvocato Giancristian Melis. (e.c.)
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