Fogne e lungomare, a San Giovanni il tempo si è fermato
Cabras, la località marina del Sinis attende ancora i lavori Ora il Comune accusa la Regione: «Non trasferisce i fondi»
CABRAS. C’era una volta l’antica città di Tharros. Bella e famosa lo era anche per il livello all’avanguardia delle sue opere di urbanizzazione. Tharros aveva, ad esempio, le fogne.
Le fogne, questo sconosciuto nei giorni nostri dominati dalla tecnologia. Fare uno scavo e i collegamenti non richiedono più l’utilizzo di schiavi e operai sfruttati. Eppure nulla si muove sotto le terre di San Giovanni di Sinis e nulla si muove in questa partita infinita tra Comune e Regione che ha l’unico effetto di non far partire i lavori per la realizzazione. I due giocano a rimpalli di responsabilità e ciascuno alza le mani per dire che la colpa sta altrove, fatto sta che a una dozzina d’anni dal completamento del lungomare e dal primo stanziamento dei fondi per le condotte fognarie, non una ruspa è arrivata per compiere o completare i lavori a San Giovanni.
L’ultima traccia del finanziamento regionale da due milioni, revocato e riassegnato diverse volte, è di qualche mese fa. Si dovrebbe pensare che nel frattempo le cose si siano messe sul binario giusto, invece l’assessore Davide Atzori spiega molto chiaramente: «Stiamo ancora aspettando il trasferimento dei soldi dalla Regione, non è un problema legato alla progettazione o a chissà quale errore si voglia imputare all’amministrazione comunale che, in tutti questi anni, non ha mai accumulato un ritardo sulla questione San Giovanni».
È una risposta anche all’opposizione che sull’argomento aveva incalzato la giunta ad inizio estate. Del resto se in una dozzina d’anni non si è mossa una foglia, le perplessità verrebbero a chiunque e le spiegazioni non sempre vengono accolte da tutti come valide. Eppure l’assessore si dice pronto alla partenza: «Gli uffici comunali hanno completato tutto l’iter che era di loro competenza e noi saremmo pronti a bandire i lavori». Se solo ci fossero i soldi che, in teoria, svolazzano nel cielo di San Giovanni, ma mai atterrano nel suo suolo, tanto che nella borgata marina il tempo sembra essersi fermato. Le fogne restano un miraggio e la domanda sul corretto funzionamento e sull’impremeabilità delle vasche in cui le abitazioni scaricano i liquami diventa inevitabile. Il lungomare, novità dell’era Trincas, si era arenato sul più bello ovvero quando sembrava si potesse avere finalmente un minimo di servizi in una località tanto apprezzata quanto sguarnita. L’illuminazione pubblica è addirittura un pensiero improponibile, ma ci si accontenterebbe di veder i bagni pubblici e le docce – entrambi costruiti – finalmente funzionanti. Anche queste opere sono collegate al problema principale della mancanza di fognature, perché il progetto aveva previsto tutto ma mancano gli scarichi sia delle docce sia dei bagni pubblici. Mica si può avere tutto. E allora si resta in attesa di qualcosa che aiuti anche il turismo. Se davvero il problema fosse il denaro fermo in Regione, finalmente si potrebbe dire che il passo meno importante, ma con una preparazione più lunga di quello degli uomini che lasciarono la loro impronta sulla luna, sta per essere compiuto.
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