Sa Costa, la chiesetta svela nuovi affreschi
BOSA. L’immenso museo a cielo aperto, e coperto, del quartiere medievale di Sa Costa rivela un nuovo particolare. Dalla volta sull’altare della piccola cappella dedicata a Santa Teresina, in via...
BOSA. L’immenso museo a cielo aperto, e coperto, del quartiere medievale di Sa Costa rivela un nuovo particolare. Dalla volta sull’altare della piccola cappella dedicata a Santa Teresina, in via Montenegro, la caduta di un velo di vecchia pittura bianca lascia infatti trasparire delle pitture ornamentali. Che i più anziani a Sa Costa per la verità ricordano, quando ancora bambini frequentavano il tempio, che potrebbe quindi rivelare ulteriori sorprese. Dalle dieci nella chiesetta dedicata a Santa Teresina, nella parte alta di Sa Costa, si celebra il triduo di preghiera che annuncia, quest’anno non il primo ma il due di ottobre, la festa. Con una sorpresa inaspettata nell’edizione 2016, visto che dalla volta sull’altare il bianco della calce e della pittura lascia ora trasparire, proprio sul capo dell’immagine di Santa Teresina, una sorta di “baldacchino” dipinto o forse affrescato. «Qualche giorno fa stavamo pulendo e ad un certo punto è caduto un grosso e vecchio pezzo di pittura rappresa proprio sull’altare», ricorda una signora che si occupa della chiesa, che ha chiamato un abitante della via. «Quando mi sono avvicinato ho visto dei colori e guardano meglio mi sono accorto che si tratta di una pittura», spiega infatti Antonio Fois. Scomparsa per decenni, ma non del tutto sconosciuta ai residenti di Sa Costa. «Tra le pitture ai lati dell’altare spiccavano dei fiori colorati, allora eravamo bambine», emerge dalle consultazioni tra le signore incuriosite dalla presenza del cronista. Con le pitture tornate alla luce che a questo punto aumentano il fascino, peraltro mai dimenticato, di una tra le feste più amate nel quartiere medievale, che si celebrerà fra qualche giorno.
«Quest’anno il due ottobre e non il primo, perché in concomitanza con la prima messa di un nuovo sacerdote», spiega il parroco della cattedrale don Franco Oggianu. (al.fa.)
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