Soldi mai arrivati e casse vuote alla Spo Scatta la protesta
La Regione non ha accreditato fondi per quasi 700mila euro I timori dei lavoratori della società in house della Provincia
ORISTANO. I soldi ci sono, stanziati dalla Regione addirittura due volte: a maggio e a settembre di quest’anno. Peccato che non siano mai arrivati nella casse della Servizi Provincia Oristano, la società in house della Provincia che ha assorbito gli ex lavoratori socialmente utili e che si deve occupare di manutenzione, ad esempio, degli edifici scolastici.
Il risultato è che adesso le casse della società sono vuote, di conseguenza, non c’è la certezza per i dipendenti del rispetto delle garanzie che gli erano state date a luglio, di poter continuare a lavorare fino alla fine di quest’anno. Nasce da qui la nuova protesta dei dipendenti della Spo che lunedì mattina alle 12.30 si riuniranno in assemblea per discutere di una questione a dir poco indecifrabile. C’è da capire per quale motivo non sia stato rispettato l’impegno, assunto dal commissario straordinario della Provincia, Massimo Torrente, che aveva assicurato la stabilità economica ai lavoratori della società.
Succedeva a metà luglio, quando, proprio in seguito all’incertezza sulle risorse e soprattutto le incognite sul destino dei lavoratori, aveva presentato le dimissioni (ritirate, dopo aver ottenuto garanzie sugli stanziamenti e soprattutto sul proseguo delle attività come le manutenzioni degli edifici scolastici) il presidente della società, Gabriele Calvisi.
Invece, malgrado le due delibere regionali che avrebbero dovuto rimpinguare le casse della Spo e consentire di proseguire le attività, i fondi non sono mai stati accreditati. Una somma importante, quasi 700mila euro, dei quali, 179mila di contributo straordinario più altri 527mila destinati questi ultimi, proprio a sostenere i costi dei lavoratori della in house. Ora le casse della società sono praticamente vuote, in attesa che si concretizzino i trasferimenti tanto attesi.
I lavoratori però non ci stanno e hanno diffuso un duro documento di protesta. «Dove sono andati a finire questi soldi? Perché la Provincia non liquida quanto dovuto alla Spo?» Questi i quesiti posti dai lavoratori che attendono una risposta, stavolta, concreta. «Siamo preoccupati – scrivono ancora i dipendenti – non crediamo più alle promesse». In effetti la situazione è piuttosto critica. Nel documento i lavoratori non escludono la possibilità di nuove iniziative di protesta da tenere nei prossimi giorni, almeno fino a quando non verranno trovate soluzioni. Non è la prima volta del resto che questi lavoratori si trovano a dover affrontare una situazione di incertezze occupazionali. Accadeva quando rientravano nella categoria dei lavoratori socialmente utili. Poi, negli anni, era stata trovata una forma di stabilizzazione attraverso la nascita della Spo.
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