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Oristano

Ragazza trovata morta a casa di amici

di Luciano Onnis
Ragazza trovata morta a casa di amici

Chiara Zedda, figlia del sindaco di Montresta, aveva 22 anni. Era a Villacidro, ospite di un coetaneo. Disposta l’autopsia

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VILLACIDRO. Aveva ventidue anni. Solo ventidue anni e venerdì sera era arrivata a Villacidro ospite dell’amico con cui aveva lavorato durante la stagione estiva a San Teodoro. La notte però si è conclusa nel modo più tragico possibile perché la giovane Chiara Zedda non si è più svegliata. Immobile, senza respiro, era morta nel letto della cameretta in cui era andata a dormire da sola.

Attorno al decesso della figlia del sindaco di Montresta, Antonio Zedda, si è creato una sorta di giallo, fermo restando che sul corpo della ragazza non è stato trovato alcun segno di violenza. Rimane quindi l’ipotesi che possa essere stata una morte per cause naturali, ma senza scartare, tutt’altro, la possibilità di un utilizzo di medicinali o di una sostanza stupefacente che potrebbe aver minato la salute del suo fisico. In quest’ultimo caso che deve naturalmente trovare conferme o smentite, c’è la certezza che non si sia trattata di un’iniezione per via endovenosa. Nella camera infatti non c’erano siringhe e il suo corpo non aveva segni di aghi. Per togliere ogni sospetto si effettuerà però l’autopsia che dovrà chiarire cosa abbia portato alla tragedia della notte tra venerdì e ieri.

Chiara Zedda era nata a Bosa ma abitava a Montresta, dove il padre Antonio ricopre la carica di sindaco e proprio lui è stato avvisato della morte della sua ragazza senza però aver avuto ancora la possibilità di vederne il corpo. Il magistrato della procura di Cagliari, Loredana Schirra, ha infatti disposto l’autopsia e la salma è stata portata all’istituto di medicina legale del Policlinico universitario di Monserrato. La scoperta della morte è stata fatta intorno a mezzogiorno di ieri proprio dall’amico che l’aveva ospitata, Kurilo Evghen Serghijovych, di 22 anni, di origini ucraine (era stato adottato da piccolo) andato a svegliarla vista l’ora ormai tarda.

L’ha trovata distesa sul letto, immobile. Non rispondeva ai richiami e quando l’amico l’ha toccata e poi ha cercato di scuoterla delicatamente senza avere risposte, si è reso conto che quel corpo era inanimato e anche già molto freddo. In preda alla disperazione ha urlato, chiamato i familiari e si è dato da fare freneticamente nel tentativo di fare qualcosa per l’amica. Che ormai non c’era più. Quindi la chiamata al 118 per la richiesta di soccorso, ma quando è arrivata l’ambulanza era tutto ormai inutile. Poco dopo sono arrivati anche i carabinieri della stazione di Villacidro, coordinati dal maresciallo Gianluca Perdisci, subito impegnati a raccogliere nella camera gli elementi utili a scoprire le cause della morte. Anche loro attendono l’autopsia per capire di che cosa è morta la giovane Chiara.

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