La morte di Chiara, l’ora del dolore
Montresta, si attende ancora l’autopsia. L’ipotesi del decesso per stupefacenti
MONTRESTA. Perché è morta Chiara Zedda? La risposta all’interrogativo sulla fine della giovane figlia del sindaco di Montresta è legato in gran parte a quel che rivelerà l’autopsia, che probabilmente sarà fatta oggi all’Istituto di Medicina legale dell’Università di Cagliari. Ieri sera il sostituto procuratore della Repubblica, Andrea Schirra, ha conferito l’incarico al medico legale. Non è il solo accertamento che potrà far luce su una morte improvvisa e inaspettata, avvenuta venerdì sera in una casa a Villacidro, dove Chiara era andata a trovare un amico. Nell’abitazione i carabinieri della Compagnia del paese hanno sequestrato alcuni oggetti trovati nella camera in cui Chiara Zedda ha trascorso le sue ultime ore di vita. In questi oggetti si cercano tracce di stupefacenti, perchè questa è una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti sulle cause della morte. Ipotesi, appunto, che necessitano un vaglio attento. Perchè aprirebbero una porta su atti istruttori di ben altra natura, rispetto alla probabilità che la ragazza sia morta per un malore improvviso.
Dalle forze dell’ordine non trapelano notizie. Si sa che l’amico dal quale la ragazza aveva trovato ospitalità è un collega di lavoro, con il quale la ragazza aveva fatto la stagione estiva a San Teodoro. Anche il ragazzo è stato interrogato a lungo, anche perché è stato lui a vedere, per ultimo, Chiara da viva. Lui si è preoccupato quando, a mezzogiorno di sabato, l’amica non aveva ancora lasciato la cameretta. Lui l’ha trovata priva di vita nel letto, ha avvisato il 118, per un inutile e disperato tentativo di rianimazione.
Incerti i tempi dell’autopsia, altrettanto incerti i tempi del funerale. Né a Montresta né a Bosa Marina, dove la famiglia Zedda ha una residenza estiva, i parroci sono stati contattati per il funerale. Si moltiplicano invece le manifestazioni di solidarietà alla famiglia del sindaco Antonio Zedda. Chiara da tempo aveva lasciato la Planargia per seguire dei corsi professionali per le sue grandi passioni: il piercing e i tatuaggi. L’altra sua grande passione era per il suo cane: nel suo profilo Fb è spesso presente.
Facebook è diventato anche il luogo del dolore. Gli amici di Chiara sembrano schiantati da una tragedia troppo grande. Le foto di Chiara si rincorrono, con i suoi piercing, le risate, i capelli tinti e intrecciati. La vogliono ricordare così, sembra impossibile che tanta vita si sia improvvisamente fermata, non si sa bene ancora perchè. Un perchè che in questo momento è offuscato dal dolore.
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