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Più di duemila visitatori a Mont’e Prama

Più di duemila visitatori a Mont’e Prama

CABRAS. L’apertura straordinaria del sito di Mont’e Prama al pubblico lo scorso fine settimana, com’era facilmente prevedibile, è stata un successo e, vista l’importante finalità dell’iniziativa,...

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CABRAS. L’apertura straordinaria del sito di Mont’e Prama al pubblico lo scorso fine settimana, com’era facilmente prevedibile, è stata un successo e, vista l’importante finalità dell’iniziativa, che era quella di reperire fondi da destinare alle aree del centro Italia colpite dal terremoto del 23 agosto, si è conclusa con la soddisfazione di tutti, amministrazione comunale, Curia (destinataria dell’incasso ricavato dalla vendita dei biglietti) e di Alessandro Usai, della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggi e direttore degli scavi.

Durante i tre giorni (venerdì, sabato e domenica) sono stati staccati 2.188 biglietti, che hanno portato un incasso di 7.658 euro: tutti da devolvere in beneficienza per le comunità colpite dal sisma.

L’apertura del sito ha segnato anche un passo importante verso la musealizzazione, quindi anche della valorizzazione, di Mont’e Prama. Gran parte delle migliaia di persone che si sono recate al sito in cui sono state riportate alla luce le grandi statue, hanno visitato anche Tharros, la chiesetta paleocristiana di San Giovanni, l’Ipogeo di San Salvatore e il museo archeologico cittadino.

Un successo su tutti i fronti, quindi, conquistato anche grazie alla professionalità degli operatori della cooperativa Penisola del Sinis, di quelli della cooperativa Sa Marigosa (che ha messo a disposizione dei visitatori l’area adibita a parcheggio), dei volontari “Garibaldini” che hanno regolato l’afflusso.

«Siamo orgogliosi di aver organizzato un evento culturale, ma anche solidale, così importante», hanno dichiarato il sindaco, Cristiano Carrus, e l’assessore alla Cultura, Fenisia Erdas. Intanto, nei prossimi giorni, nel sito di Mont’e Prama, sono previsti alcuni saggi in un terreno privato per verificare se il muro in basalto e arenaria rinvenuto ultimamente prosegue anche in quell’area. All’esterno dell’area di scavo un gruppo di attivisti della destra sociale, con bandiere e striscioni, ha protestato contro i tagli destinati alle soprintendenze. (pi.maro.)

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