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Darsena, il futuro è nella programmazione

Darsena, il futuro è nella programmazione

Bosa, dopo la condanna per gli espropri il Comune corre ai ripari e studia nuove soluzioni sul Temo

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BOSA. Due analitici capitoli del Documento di programmazione del Comune riguardano il fiume Temo. E così non poteva che essere nella città che con il corso d’acqua ha tutti i giorni a che fare da millenni. Si ragiona sulle potenzialità economiche, ancora per buona parte da sfruttare, e su quelle relative al rischio idrogeologico, tanto più alla luce delle pesanti restrizioni approdate a Bosa con il Piano di assetto idrogeologico e soprattutto con il Piano stralcio delle fasce fluviali.

Per quanto riguardo il primo aspetto il Documento unico di programmazione dedica un intero capitolo alla ricostruzione delle vicende della darsena di S’Isula, affidata nel 2006 dopo una gara d’appalto internazionale, alla Marina di Porto Rotondo, e che ha visto la nascita della Porto di Bosa Spa diventata una Srl dopo l’uscita del Comune. A fine ottobre si attende dal Tar Sardegna la sentenza sul contenzioso legato all’ordine lanciato dal Comune affinché la Porto di Bosa, dopo che il Demanio ha negato l’autorizzazione a concedere a sua volta il bene al privato.

Sulla darsena però lentamente stanno arrivando a soluzione altre onerose vicende, in particolare quelle relative alle procedure di esproprio delle aree su cui poi sono stati realizzati i pontili galleggianti e i servizi per la nautica da diporto. «Stiamo parlando di situazioni ereditate che riguardano più soggetti e purtroppo non definite», spiega il sindaco Luigi Mastino. Nei giorni scorsi ha firmato una transazione con la famiglia Salezzari-Melas, costo per le casse del comune 60mila euro, chiudendo definitivamente questo caso riguardante l’occupazione legittima dei terreni di proprietà dei privati, perché sugli spazi occupati illecitamente il Tar ha già definito gli ambiti e nchiuso la vicenda. (al.fa.)

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