Fenosu, la difesa della Drive In
La società che ha acquistato le quote della Ekologia Marmilla sottolinea: noi abbiamo pagato
ORISTANO. Prima degli aerei, sul cielo di Fenosu volano le polemiche. Si rischia la collisione senza nemmeno essere decollati e proprio per rimanere coi piedi per terra e «riportare le cose sul piano della verità», la società Drive In rimanda le accuse nel campo avverso. Ecco, proprio in questa parola “avverso” sta il vero problema della rinata Sogeaor. Bisogna infatti stabilire per davvero quale sia il campo in cui giocano gli avversari e quali siano gli avversari.
C’è infatti un problema in questa storia nata dopo l’acquisizione da parte della società Ekologia Marmilla in partnership con la Sardinia Sky delle quote della società di gestione di Fenosu. Cos’è e chi è oggi la Ekologia Marmilla? Sicuramente è una società acquistata dalla Drive In, società di proprietà dell’imprenditore Gianluca Becchere. Quel che è accaduto dopo è oggetto di attenzioni da parte della magistratura, ma ci sono carte che dal tribunale ancora non sono saltate fuori e che, forse, nemmeno ci finiranno.
La contesa è infatti figlia del ricorso fatto da Jasmin Cilloco, ex amministratrice della Ekologia, che ritiene di essere stata defenestrata in maniera illegittima dal vertice societario, motivo che l’ha poi spinta a chiedere il sequestro delle quote societarie. Il motivo del ricorso in tribunale, arrivato nel giorno in cui i nuovi soci hanno presentato il progetto per far ripartire Fenosu, è frutto anche del (presunto) mancato pagamento della cifra stabilita per la cessione della Ekologia Marmilla alla Drive In che, contestualmente è diventata anche proprietaria della Sogeaor. L’accordo preso regolarmente di fronte a un notaio prevedeva che la Drive In pagasse 142mila euro in varie rate. «Abbiamo già provveduto al pagamento di 72mila euro – dice Mirko Pau, consulente incaricato dal proprietario Gianluca Becchere della Drive In –. Restano da pagare 66mila euro, ma la signora Cilloco sa benissimo di essere in possesso delle cambiali e che nei prossimi tre mesi, il verrà regolarmente versato com’è avvenuto sinora».
Sinora, altra parola chiave in questa vicenda nella quale l’ex amministratrice ritiene di non aver incassato un solo euro. «Verissimo, ma è lei che, pur avendo in mano assegni e cambiali non si è presentata in banca per riscuotere le somme. Forse si è resa conto che la Sogeaor, se gestita in maniera adeguata, può essere un affare ben più grosso della cifra che ha incassato dalla Drive In, ma una volta che sugli accordi ci sono le firme non si può più tornare indietro».
La questione della revoca della nomina di amministratore, ruolo ora nelle mani di Alessandro Mossa, «è avvenuta in piena regolarità – afferma Mirko Pau –. In conseguenza di ciò non appartiene più alla struttura operativa della Ekologia Marmilla. La sua condotta poco chiara è sembrata in più di un’occasione ostruzionistica ed è questo il motivo per cui è stata rimossa dal suo incarico che comunque doveva essere graduale. Restiamo a disposizione di qualsiasi chiarimento ci verrà chiesto dal giudice, ma iniziamo a lavorare per Fenosu che prima faceva gridare forte qualche politico che invece è sparito dalla scena». Ogni riferimento al consigliere regionale Attilio Dedoni non è puramente casuale.
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