La Nuova Sardegna

Oristano

A San Costantino si stacca un pezzo del cornicione

di Maria Antonietta Cossu
A San Costantino si stacca un pezzo del cornicione

Sedilo, il crollo una decina di giorni fa: fortunatamente nessuno è rimasto ferito Il santuario ha necessità di un intervento di risanamento, l’ultimo 15 anni fa

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SEDILO. Un grosso pezzo di cemento si è staccato dal cornicione di un muro laterale del santuario di San Costantino. L’ edificio di culto è meta di visitatori tutto l’anno e luogo di transito per molti abitanti del posto e solo per un caso al momento del crollo non si trovavano persone nei paraggi. Dopo la segnalazione del parroco l’area è stata transennata dal Comune ma il pericolo di distacco di calcinacci permane. Il cedimento, infatti, ha messo a nudo la fragilità del monumento religioso, che necessita di un intervento di manutenzione straordinaria che eviti il decadimento della struttura. L’episodio risale a una decina di giorni fa, ma alcuni cittadini hanno raccontato che l’anno scorso si sarebbe staccato un voluminoso pezzo di cemento dalla parte sottostante la veletta campanaria. «Si poteva far male qualcuno» ha commentato un anziano ricordando che il posto è frequentato tutto l’anno da turisti, gente del posto, dai volontari dell’associazione Santu Antinu e dalle donne del consiglio religioso. «Dalle informazioni che ho avuto potremo intervenire con un lavoro semplice per risolvere il problema, poi parlerò con il sindaco per valutare cos’altro si può fare. Al momento non ci sono progetti di ristrutturazione né fondi», ha detto don Battista Mongili. I segni del tempo sono visibili persino all’interno, come attestano le vistose fenditure sulla volta che sovrasta l’area dell’altare e del presbiterio e gli intonaci ammalorati. L’umidità è la causa principale del lento deterioramento dell’edificio, dove l’ultimo intervento di risanamento risale a circa quindici anni fa. La chiesa di San Costantino fu costruita nel 1400 su un edificio del VI secolo. Nella seconda metà del XVIII secolo fu demolita l’ ormai fatiscente chiesa gotica edificata duecento anni prima e il santuario fu ricostruito e ampliato rispettando l’originario impianto a tre navate. La chiesa fu ultimata nel 1789 e nel 1912 fu intonacata, tinteggiata e affrescata per prepararla alle celebrazioni del sedicesimo centenario dell’Editto di Milano. Novant’anni più tardi il parroco lanciò dal pulpito un appello per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica alla tutela del bene culturale auspicando una nuova ristrutturazione in vista della ricorrenza dei 1700 anni dalla concessione della libertà di culto da parte di Costantino e Licinio. L’appello cadde nel vuoto, con la correità di istituzioni religiose e civili. Chissà se lo status di chiesa giubilare, di cui il santuario beneficerà ancora fino al 12 novembre, aiuterà a migliorare il destino di uno dei luoghi di culto più amati in Sardegna.

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