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Oristano

Omodeo in secca, ora nuove condotte

di Maria Antonietta Cossu
 Omodeo in secca, ora nuove condotte

Nuoro sta erogando acque di soccorso, ma nel comprensorio i pascoli sono ridotti al minimo. Scorte di fieno già intaccate

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BUSACHI. Le riserve idriche del nuovo invaso sono sempre state una chimera per le popolazioni dei territori a monte del bacino imbrifero e con la prolungata siccità la situazione si fa più rischiosa, anche se pericoli per l’immediato paiono non esserci.

In ragione di questa rinuncia forzata a nuovi invasi l’eccezionale abbassamento del livello delle acque non avrà conseguenze per le attività umane e produttive. Una magra consolazione, considerato che la preoccupante situazione in cui versa l’Omodeo è l’emblema di uno stato siccitoso che sta avendo serie ripercussioni su tutte le zone con un’economia rurale.

« Questa situazione ci preoccupa – ha dichiarato il sindaco Giovanni Orrù – qui non esistono impianti irrigui e l’assenza di precipitazioni ha compromesso lo sviluppo delle graminacee che gli allevatori hanno messo a coltura negli erbai.».

L’ipotesi di realizzare opere idrauliche in grado di attingere acqua dalla diga Eleonora è tramontata da tempo. «Ormai non ci facciamo più illusioni», ha ammesso Orrù «anche perché il dislivello dal nostro territorio al punto di pescaggio è di 300 metri ed è impensabile realizzare un sistema di pompaggio di quelle dimensioni».

Per risolvere il problema dell’approvvigionamento idrico il Comune ha messo a punto un progetto che sosterrà con i fondi dell’Unione del Barigadu destinati a un piano d’ infrastrutturazione funzionale sia all’attività di protezione civile che alla pastorizia.

L’ente locale allaccerà una rete di adduzione a un vascone da 100mila metri cubi alimentato dalle acque sotterranee di un pozzo di proprietà dell’Enas.

La condotta porterà l’acqua fino alla statale 388 fornendo scorte idriche agli allevamenti della zona. Inoltre, saranno dislocati una decina di vasconi da 16.000 litri nei punti strategici dell’agro e sarà valutata l’opzione dei pozzi artesiani. «Le falde acquifere si sono abbassate notevolmente e le campagne sono in grande sofferenza, speriamo di ultimare le opere in pochi mesi», ha auspicato il sindaco.

La situazione non è meno preoccupante nei paesi che possono contare sulla diga di Benzone, tra Olzai, Sorradile e Sedilo.

«Il consorzio di Nuoro sta già erogando le “acque di soccorso” per irrigare le foraggere, ma nella maggior parte del comprensorio non c’è pascolo», ha detto Paolo Carboni, presidente di una cooperativa del latte. L’allevatore ha tracciato un quadro ad alta criticità.

«Se non piove andrà sempre peggio. A causa dell’incendio molti pastori di Sedilo hanno già intaccato le scorte di fieno per l’inverno e chi lo deve già ricomprare ne trova poco in commercio e soprattutto di bassa qualità e a costi più alti. Se poi il prezzo del latte sarà confermato a 0,60 euro sarà difficile anche solo coprire i costi aziendali». Una delle poche note positive è che la persistente siccità non condiziona le poche attività turistiche sull’Omodeo. «L’attuale livello dell’acqua non pregiudica la navigazione per quanto riguarda il Circolo nautico di Sorradile», ha infine assicurato il sindaco Pietro Arca.

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