La Nuova Sardegna

Oristano

IL COMMENTO

Oristano, il referendum su Abbanoa e le illusioni elettorali

Roberto Petretto

Alcune osservazioni sulla consultazione che riguardano la gestione del servizio idrico

2 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO.Quali altri suggestivi quesiti potranno essere sottoposti agli oristanesi, oltre a quello, accattivante e vagamente demagogico, dell'uscita da Abbanoa? Ci sarebbe da sbizzarrirsi. L'ente che gestisce reti idriche e fognarie in quasi tutta la Sardegna a livelli di avversione da parte dei contribuenti può competere tranquillamente con Equitalia.

E se Abbanoa fosse una professione sarebbe nella classifica di quelle più odiate, accompagnata degnamente ai primI posti da da giornalisti, avvocati e, ovviamente, politici. Un referendum che dovesse chiedere ai cittadini: "Volete voi che il Comune di Oristano rimanga in Abbanoa o torni alla gestione diretta da parte del Comune?" avrebbe un risultato imprevedibile quanto un'elezione in Russia con Putin candidato.

Abbanoa è invisa ai cittadini perché chiede soldi per un servizio non sempre puntuale, preciso e efficiente, e perché spesso li chiede con modi e tempi degni del peggior monopolista. Detto questo, poche cose sono più impopolari di Abbanoa. Tra queste, difendere Abbanoa. Però alcune cose vanno dette.

La nostalgia dei bei tempi andati a volte può riportare alla mente ricordi confusi o offuscati. Le vecchie raccolte dei giornali, voluminose, pesanti e impolverate, servono a rinfrescare alcuni di questi ricordi. Chi rimpiange il tempo in cui era il Comune a gestire in proprio reti idriche e fognarie, dovrebbe sfogliare qualcuna di queste raccolte.

Le cronache cittadine degli anni ‘80 e ‘90 sono piene di articoli che segnalano disservizi, rotture delle condotte, malfunzionamenti delle fogne, giorni trascorsi con i rubinetti a secco. Non siamo, insomma, passati dall'Eldorado al Medioevo. Sostenere il contrario è falso.

Certo, neppure Abbanoa è l'Eldorado e molto deve essere migliorato. Nei servizi e nel rapporto con gli utenti. Che devono pagare il giusto per acqua di buona qualità e servizi efficienti. Questa dovrebbe essere la politica seria da perseguire. Ma è una convinzione impopolare in un momento in cui ha più presa inneggiare alla secessione da
Abbanoa.

Il referendum si farà? Possibile. Sortirà qualche effetto? Molto improbabile. Più verosimile che gli oristanesi, come la stragrande maggioranza dei sardi, debbano continuare a fare i conti con Abbanoa. Ma ci sono le elezioni in arrivo: il tempo ideale per le promesse. E per le illusioni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative