La Nuova Sardegna

Oristano

Si fingono carabinieri per estorcere denaro

di Roberto Petretto

Cinque casi denunciati in provincia: in tre occasioni le somme sono state riscosse L’appello del comandante provinciale: «Nel dubbio telefonate al 112»

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ORISTANO. Ai falsi tecnici dell’Enel eravamo abituati e avevamo già sentito di sedicenti rappresentanti di associazioni varie, di presunti istituti religiosi o di fantomatiche comunità che, con una scusa o con un’altra, si introducevano in casa di qualche anziano e riuscivano a raggirarlo o derubarlo. Ora, se così si può dire, ci si trova di fronte a un salto qualità: ci sono in giro dei truffatori che si spacciano per carabinieri pur di portare via dei soldi a degli ignari vecchietti.

Un sistema già messo a punto nella penisola che ha trovato imitatori anche qui in provincia. Sono almeno cinque i casi segnalati e accertati dai carabinieri, quelli veri. In tre di queste circostanze la truffa è andata a buon fine, causando un danno per le vittime di più di 6mila euro.

Il meccanismo. Il sistema ideato dai truffatori funziona più o meno così: una persona chiama una famiglia, composta preferibilmente da anziani, e si presenta come un carabiniere. Dice che un familiare delle persone chiamate è stato coinvolto in qualcosa di grave. Un incidente, quasi sempre, o in un qualche tipo di reato e che, per metterlo al riparo da possibili conseguenze legali, è necessario dare a un incaricato dei (finti) carabinieri, un sedicente avvocato, una certa cifra. Nei casi riscontrati nell’Oristanese più di 6mila euro.

Le vittime. In provincia sono stati denunciati almeno cinque casi. E per ben tre volte la truffa è andata a compimento. Impauriti per le sorti del congiunto in pericolo, alcuni anziani hanno preso i contanti che avevano in casa e li hanno consegnati alla persona preannunciata dai falsi carabinieri. Poi, a mente fredda, hanno fatto delle verifiche e hanno scoperto il raggiro. A quel punto si sono rivolti ai carabinieri autentici.

I prudenti. Qualcuno non è cascato nell’inghippo. La diffidenza ha evitato danni. In due casi la chiamata al 112 è arrivata in tempo e la truffa è stata sventata. Forse hanno fatto effetto le campagne di informazione e gli anziani contattati dai truffatori si sono rivelati meno sprovveduti e ingenui di quanto si potrebbe pensare.

I precedenti. Di recente un sistema analogo era stato messo in atto per truffare una suora. La religiosa aveva presentato denuncia alla polizia dopo che una donna, spacciandosi per direttrice di una banca, l’aveva convinta a versare una somma di danaro per coprire il presunto debito di una consorella defunta.

La falsa direttrice di banca aveva fatto credere alla suora che si trattava di debiti con l'Inps e con un avvocato per delle spese legali e aveva consigliato alla suora di chiamare l'avvocato per avere conferma della cosa. L’avvocato era un complice che ovviamente confermava la versione della finta direttrice di banca e dava alla suora le coordinate per il bonifico.

Le raccomandazioni. «Nel dubbio, chiamare sempre il 112 e. Il servizio è sempre attivo, 24 ore su 24». Lo ricorda il comandante provinciale dei carabinieri, Luciano Paganuzzi. «I carabinieri non vanno in giro a chiedere soldi alla gente», ricorda l’ufficiale. Sembrerebbe superfluo, ma evidentemente non lo è.

In caso di persone sospette, o di telefonate sospette, sempre meglio scegliere la strada della prudenza. Non aprire la porta agli sconosciuti, nell’incertezza, fare una verifica con il 112.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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