Il cavalcaferrovia infinito, interrogazione di Piras (Sel)
SIAMAGGIORE. Sul tavolo del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio arriva una seconda richiesta di chiarimenti riguardo alla cantiere del cavalcaferrovia di Simaxis, lungo il tratto...
SIAMAGGIORE. Sul tavolo del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio arriva una seconda richiesta di chiarimenti riguardo alla cantiere del cavalcaferrovia di Simaxis, lungo il tratto ferroviario Cagliari-Oristano. Dopo la nota inviata dal presidente dell’Associazione ex esposti Amianto, Giampaolo Lilliu, c’è ora una interrogazione firmata da Michele Piras, deputato di Sel, che si rivolge anche al ministro della Salute sul cantiere, i cui lavori sono fermi dal 23 giugno scorso e sul quale pende una contesa tra Rete ferroviaria italiana, committente dei lavori, e la Cidieffe di Colico, appaltatore. La Cidieffe, che dallo scorso anno aveva segnalato la presenza nel cantiere di rifiuti ben diversi dai materiali di scavo previsti dal progetto, a giugno ha trovato manufatti in amianto. La segnalazione è stata mandata, oltre che a Rfi, alla Asl, all’Arpas, ai comuni di Oristano e Simaxis (nei cui terreni ricade il cantiere), al Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri e alla Procura della Repubblica.
Piras si è coordinato con l’Associazione ex esposti amianto, e si rivolge ai ministri partendo dalle premesse. «In data 24 giugno 2016, la Cidieffe segnalava alla Rfi ed alle autorità competenti che durante le operazioni di scavo nell'area interessata veniva riscontrata la presenza di materiali di demolizione e presumibilmente amianto, inducendo alla sospensione dei lavori; a seguito delle segnalazioni e della sospensione dei lavori da parte della ditta appaltante, la Rfi provvedeva alla rescissione del contratto; ad oggi sono stati presentati diversi esposti alla Procura della Repubblica - con oggetto la presenza di materiale potenzialmente pericoloso per la salute - da parte della Cidieffe, della Asl. n.5 di Oristano e da parte della Associazione Regionale Ex Esposti Amianto, senza che gli stessi abbiano ottenuto riscontro; risulta allo scrivente inconcepibile il prolungato silenzio da parte della Rete Ferroviaria Italiana, considerate anche le ingenti somme impegnate per la realizzazione di una opera pubblica utile allo sviluppo di un territorio, ad oggi ancora ferma in attesa di decisivi e non eludibili interventi di bonifica di una area fortemente contaminata; l'area in oggetto risulta essere segnalata come discarica di materiali inerti provenienti da attività di demolizione già dal 1995». Piras chiede «se i Ministri interrogati siano a conoscenza di quanto esposto e quali azioni intendano porre in essere al fine di trovare soluzione immediata, definitiva e risolutiva della vertenza in oggetto, considerando in primis il pericolo per la salute dei cittadini oltre che l'ingente stanziamento di risorse pubbliche già effettuato».
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