Prezzo del latte, la vigilanza dei pastori
Prima riunione di Coldiretti dopo il vertice cagliaritano. «Attenzione a richieste che vi strozzerebbero»
SCANO MONTIFERRO. La vertenza regionale sul prezzo del latte ovino si trasferisce sui singoli territori. Le industrie casearie hanno cominciato a far salire il prezzo del latte, temendo di restarne privi in una stagione produttiva che si preannuncia in calo rispetto alla precedente, causa siccità e dei pochi investimenti dei pastori terrorizzati dagli allarmismi infondati dei trasformatori. Dopo l’incontro a Cagliari, lunedì sera a Scano Montiferro il direttore Coldiretti Oristano, Giuseppe il responsabile di zona Coldiretti Cuglieri, il presidente Coldiretti Scano Montiferro e il delegato dei Giovani Coldiretti Sardegna hanno incontrato un primo gruppo di allevatori.
Durante l’incontro, si è discusso su come bisogna operare per non farsi sopraffare dai trasformatori. I pastori che sono intervenuti hanno discusso dei diversi problemi che si trovano a fronteggiare e delle loro motivazioni che spesso gli hanno spinti a dover accettare un prezzo più basso del previsto per poter “galleggiare” nel mercato. Sono state spiegate le ragioni di diverse scelte politiche dei vertici rappresentativi e si è discusso di come fronteggiare la crisi nel settore agropastorale. Ma soprattutto si è consigliato ai pastori di stare in guardia per non trovarsi sempre al di sotto di una soglia minima di prezzo nella vendita del loro principale prodotto: il latte. La Coldiretti si dice pronta a continuare ad intervenire in prima persona per la tutela ed il rispetto dei diritti dei lavoratori di cui si fanno portavoce.
«È la conferma che la trasparenza dei dati aiuta l’anello debole della filiera, in questo caso i pastori – afferma il presidente Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – quando la verità è in mano a pochi, questi la manipolano in base al proprio tornaconto. Lo stesso succede in questo comparto. Per mesi ci hanno bombardato parlando di sovrapproduzione di latte, annunciando il crollo del prezzo del pecorino romano. Alibi usato, nel mese di aprile, per abbassare il prezzo del latte in corso di stagione ( da 90 a 80 centesimi . Abbiamo risposto a questa tattica, di corta visione, con intelligenza e pazienza, studiando il mercato e l’andamento della stagione, in una situazione difficile, in cui recuperare un dato diventa un’impresa”. Coldiretti Sardegna è riuscita a “smascherare il bluff”. Tale visione catastrofica ha avuto l’unico risultato di spaventare il mercato e gli stessi produttori; che sono stati i principali protagonisti a pagarne le conseguenze negative.
Angelica Manca
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