La Nuova Sardegna

Oristano

Bosa, si consuma lo strappo del Pds

di Alessandro Farina

Ufficializzata in Consiglio la rottura con il resto della maggioranza

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BOSA. In consiglio comunale si è consumato formalmente lo strappo tra il Partito dei Sardi e Bosa Cominciamo il domani. Luciano Curella del PdS ha preso subito posto tra i banchi di quella che da Per Bosa definiscono più volte «opposizione, e non più minoranza». È il segnale che il clima, peraltro già arroventato in passato, è a quanto pare ulteriormente cambiato. Anche se del PdS tra i banchi della maggioranza restano, per ora, la vice sindaco Maura Cossu ed il consigliere Mario Piras, che non accolgono l'invito di Curella a confluire nel gruppo costituito in opposizione. La seduta è iniziata intorno alle 17, preceduta dall’informale abbraccio di Curella ai colleghi della ex maggioranza. Un cordiale addio umano, seguito da precisazioni politiche. Perché il consigliere PdS, che prende posto vicino ai colleghi di Per Bosa e Udc, ha subito affermato che «altri esponenti del mio partito non hanno preso atto della decisione dell’assemblea: più del 50 per cento dei componenti della coalizione hanno abbandonato la maggioranza: a Psd'Az e Pds vanno aggiunti gli indipendenti. Prendete atto del fallimento del progetto iniziale: per mancanza di condivisione di scelte e dialogo su questioni strategiche per la nostra città. Richieste ma ignorate, con l’assunzione in solitaria di vari atti amministrativi».

«Mi riservo di comunicare le mie considerazioni al prossimo consiglio, non ero a conoscenza di questo documento. Ma di fatto, sia chiaro, non c'è alcuna crisi politica», afferma invece la vice sindaco Maura Cossu.

In replica anche ad un intervento di Rosalia Acca dell’Udc che chiedeva "a che titolo parleranno qui e nella conferenza dei capigruppo, e che ruolo avranno, i consiglieri Masala e Piras», rispettivamente capigruppo di Psd’Az e del Pds ora all’opposizione.

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