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Ricettazione di vino novello operaio assolto

di Alessandro Farina
Ricettazione di vino novello operaio assolto

MILIS. L’accusa poteva sembrare bizzarra o quantomeno singolare. Per il pubblico ministero l’imputato doveva rispondere di ricettazione. Ma di un prodotto che di certo non è solitamente al centro di...

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MILIS. L’accusa poteva sembrare bizzarra o quantomeno singolare. Per il pubblico ministero l’imputato doveva rispondere di ricettazione. Ma di un prodotto che di certo non è solitamente al centro di interessi di questo tipo: l’oggetto dell’interesse illegittimo (o presunto tale) erano circa 500 bottiglie di vino novello sparite alla vigilia della Sagra di Milis, nel novembre di cinque anni fa.

Mario Manca, 57 anni, operaio di Tramatza, era finito sotto accusa dopo che i carabinieri lo avevano trovato vicino al terreno nel quale erano state nascoste le bottiglie. Quel terreno, in realtà, era confinante con un altro di proprietà di Manca, come ha argomentato il suo difensore, l'avvocato Gennaro di Michele, ieri davanti al tribunale di Oristano (in composizione monocratica, giudice Mameli).

Il pubblico ministero aveva invece chiesto la condanna a due anni di reclusione (senza la sospensione della pena), ma il tribunale ha accolto la tesi del difensore, e lo ha assolto perché il fatto non sussiste.

Il furto aveva destato molto scalpore. Cinquecento bottiglie di novello, per un valore di oltre 2500 euro, volatilizzate. Il presidente della Pro loco di Milis, che organizza la famosa sagra autunnale, Severino Mastinu, aveva dovuto rinnovare la scorta con altrettante bottiglie, acquistate per l’occasione. All'associazione ne erano state restituite 522. Ma Mario Manca, secondo i giudici, con quell’ammanco non c'entrava nulla. (si.se.)

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