La Nuova Sardegna

Oristano

Laconi, vertenza scuolabus senza fine

I genitori dei cinque bambini coinvolti accusano il Comune: i soldi per il servizio ci sono

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LACONI. Continuano a chiedere il ripristino del servizio di trasporto scolastico che consenta ai loro figli di poter frequentare le lezioni e non si accontentano del contributo finanziario offerto dall’amministrazione: vogliono il pulmino e forti del consenso raggiunto in paese si appellano alla Regione.

Sono i genitori dei bambini residenti nelle borgate di Santa Sofia, Su Lau e Crastu, che hanno deciso di non arrendersi alla dura legge dei tagli.

«Ci sembra doveroso sollecitare delle risposte – dicono – anche nei confronti dei 539 firmatari della petizione popolare, che continuamente ci chiedono gli sviluppi del caso».

Sulla questione scuolabus, in occasione dell’ultimo consiglio comunale e successivamente attraverso un documento pubblico, il sindaco Anna Paola Zaccheddu e il suo gruppo hanno ribadito che «la decisione di cancellare un servizio come lo scuolabus non sia stata presa a cuor leggero, ma dopo attenta valutazione e con la triste consapevolezza che essa avrebbe creato difficoltà alle famiglie dei cinque bambini coinvolti. Abbiamo comunque deciso di affrontare il problema – spiega il gruppo di maggioranza – con una soluzione che potesse almeno fronteggiare il disagio economico che ne consegue».

Il riferimento è ai voucher, ossia ad un contributo economico alle famiglie per provvedere autonomamente al trasporto, aiuto che i genitori hanno rifiutato.

Il caso è approdato in Regione, oggetto di un’interrogazione presentata dal consigliere Mario Tendas a Pigliaru e all’assessore Firinu, i genitori chiedono al Sindaco e alla Giunta di valutare la possibilità di rimodulare il servizio.

«Ne approfittiamo per sottolineare – spiegano i genitori – che l’amministrazione ha nella sua disponibilità 3447 euro, cifra data dal contributo regionale per il trasporto scolastico, oltre che risorse messe a disposizione dal fondo unico. Importo che potrebbe risultare sufficiente per coprire il servizio, se lo si pensa rimodulato per soli sei mesi, visto che noi genitori, da settembre fino ad oggi ci siamo occupati di assolvere ad un compito in capo all’ amministrazione comunale».

Da qui l’ appello accorato agli amministratori. «Non si aspetti che, per i meccanismi di bilancio, l’importo di quasi 14 mila euro non possa più essere impegnato, perché non abbiamo più voglia di essere presi in giro da falsi proclami di scarsa liquidità di cassa».

Ivana Fulghesu

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