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Oristano

Sulla Porto Bosa spa l’atto d’accusa dell’ex sindaco

di Alessandro Farina
Sulla Porto Bosa spa l’atto d’accusa dell’ex sindaco

Clima molto teso nella seduta di consiglio comunale Casula attacca i fratelli Molinas. Mastino: «Frasi offensive»

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BOSA. Parole pesanti contro gli ex gestori della Porto Bosa spa sono state pronunciate ieri pomeriggio nell’aula consiliare del Comune. L’assemblea civica era stata convocata per esaminare un corposo ordine del giorno, articolato in sette punti.

A partire dalle comunicazioni sul “Contenzioso Società Porto di Bosa e Marina di Porto Rotondo”, che in apertura ha scatenato l’intervento durissimo dell’ex sindaco Pierfranco Casula. Obiettivo principale delle accuse i fratelli Molinas e, ovviamente, la Giunta Comunale, colpevole di aver dato la gestione della società a persone non all’altezza (anche se i termini usati sono stati più pesanti) che si sono comportati «da pirati societari».

Luigi Mastino ha replicato parlando di «frasi offensive e poco opportune».

Casula ha ripercorso l’iter della vicenda, ricordando anche lettere anonime e attentato al sindaco. «La società di gestione non ha mai risposto pienamente ai dettami dello statuto e quindi dell’accordo con il Comune - ha spiegato al termine della seduta l’ex sindaco -. Condivido e sono pienamente soddisfatto della linea difensiva che ha portato alla sentenza del Tar, che lo stesso legale, l’avvocato Diego Lumbau del foro di Sassari, ha spiegato essere frutto di un percorso seguito e condiviso nel corso delle ultime due legislature. Quindi una vittoria del Comune, non di questa amministrazione».

Il dibattito è proseguito in un clima di tensione. La vicenda della Porto Bosa era prevedibilmente foriera di non poche polemiche e scontri tra maggioranza e opposizioni. Il pronunciamento del Tar di qualche settimana fa, che ha sancito la vittoria del Comune, tutelato per l’occasione dall’avvocato Lumbau, mette un tassello importante nella vicenda, anche se sarà necessario attendere l’eventuale ricorso della società al Consiglio di Stato prima di dare probabilmente corso all’ordinanza che chiedeva la restituzione del bene dopo la trasformazione da Spa a Srl della Porto di Bosa.

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