Scontro sindaco-impiegati un esposto alla Procura
Narbolia, la vicenda del progetto disconosciuto dal capo dell’ufficio tecnico Gli undici dipendenti chiedono che sia la magistratura a fare le valutazioni
NARBOLIA. Ora sarà la Procura della Repubblica di Oristano a valutare se ci siano eventuali responsabilità nella vicenda dell’invio al Coni del progetto inviato dalla mail personale del sindaco Maria Giovanna Pisanu al Coni, per un finanziamento di oltre 700mila euro destinato alla realizzazione di un impianto sportivo. Gli undici dipendenti del Comune di Narbolia, attraverso il loro avvocato Gianni Benevole, hanno firmato e presentato un esposto alla Procura, depositato il 14 dicembre, nel quale espongono i fatti legati alla presentazione del progetto, al centro di un’interrogazione della minoranza. Quel progetto infatti era stato redatto da un progettista esterno all’amministrazione, l’ingegner Davide Sechi; ma la documentazione inviata al Coni porta il nome dell’ingegnere capo del Comune, Domenico Sanno, che non ha né redatto nè firmato alcuno degli elaborati. Una procedura sulla quale il sindaco Maria Giovanna Pisanu ha risposto, sostenendo che «non c'è stata irregolarità: la consulenza chiesta a un tecnico esterno non ha determinato alcuna spesa per l'amministrazione. Ho spedito il tutto utilizzando la mia casella di posta elettronica certificata perché c'era una scadenza da rispettare. Tutti gli atti sono pubblici, chiunque può controllare e verificare».
Nell’esposto presentato dai dipendenti, compreso l’ingegner Sanna, c’è la ricostruzione che si allontana molto da quella indicata dal sindaco. «La mattina del 12 febbraio scorso si sono presentati nell’ufficio dell’ingegner Sanna l’assessore comunale David Zou e l’ingegner Davide Sechi, i quali riferivano che l’amministrazione comunale aveva incaricato quest’ultimo di curare la redazione di un progetto da inviare al Coni, avente ad oggetto la richiesta di un finanziamento pari a 701.600 euro a valere sul bando Piano sport e periferie del Coni. Durante l’incontro l’assessore Zou richiedeva all’ing. Sanna di firmare un progetto e i relativi elaborati, redatti, per il fine suddetto, dall’ing. Davide Sechi. L’ing. Domenico Sanna evidenziava subito le proprie perplessità sulla procedura all’assessore Zou, che invitava comunque Sanna a firmare il progetto, affermando testualmente “ti do la mia parola che puoi stare tranquillo e non avrai nessun problema». Il responsabile dell’Ufficio tecnico si è rifiuta di firmare il progetto, non ritenendo la procedura corretta. A quell’incontro, segue un fitto carteggio tra Sanna e Giuseppina Firino, responsabile dell’area finanziaria del Comune. Sanna chiedeva notizie del progetto, e se esistesse una delibera di giunta di partecipazione al bando. Risposta negativa: nessuna delibera, e nessuna indirizzo della Giunta per il conferimento esterno dell’incarico. L’esposto prosegue con la cronologia delle mosse dell’ing. Sanna: il professionista informa il segretario comunale Marco Casula della visita al suo ufficio da parte dell’assessore Zou e dell’ingegner Sechi, e ricevendo dal segretario l’incoraggiamento a non formare il progetto. Tre giorni dopo, c’è una mail inviata da Sechi a Sanna, nella quale si chiede all’ingegnere di inserire il suo codice fiscale, volgere in formato pdf chiò che non lo è e inviare il tutto al Coni. In quel momento, Sanna non è in Comune perchè malato. Rintracciato la sera, ribadisce la volontà di non firmare progetto e allegati. Ma quel progetto parte comunque, dalla pec personale del sindaco. Tutto regolare? Lo dirà la Procura.
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