Festa 3A, la 60enne che guarda al futuro
L’azienda di Arborea mette alle spalle il periodo di crisi e festeggia il compleanno con tanti progetti. Partendo dalla qualità
Ha 60 anni, qualche acciacco dovuto al peggiore periodo della storia del comparto lattiero caseario, ma tanta voglia di guardare al futuro, con convinzione e progetti nuovi. La 3A Arborea è una signra matura che ha forza voglia di combattere: ieri ha concluso i festeggiamenti per i primo 60 anni dell’azienda con un convegno del titolo eloquente e orgoglioso: “60 anni tutti sardi”.
Gli obiettivi della 3A sono quelli di «valorizzare e rendere ancora più competitiva Latte Arborea in Sardegna, a livello nazionale e nei mercati mondiali, puntando su innovazione, sostenibilità ambientale e impegni nel sociale. Finalità che il management e soprattutto i suoi 246 soci intendono perseguire e rafforzare per i prossimi decenni».
Ogni giorno 3A Arborea, che fattura circa 150 milioni di euro lavora 200 milioni di litri di latte esclusivamente sardo, prodotti da 40mila mucche. valorizzando circa il 90 per cento di prodotto raccolto nelle 226 aziende associate in tutta la Sardegna, puntando su un prodotto genuino e certificato.
Il presidente Gianfilippo Contu ha ricordato che l’azienda sta uscendo «dal periodo più difficile della storia recente per il settore lattiero-caseario» e ha tracciato le linee d’azione per il futuro: «Rendere la produzione lattiera della Sardegna competitiva sui mercati nazionali ed esteri, innovando nelle modalità di produzione». Puntando sulla qualità: «Come cooperativa non abbiamo fatto compromessi o voluto scorciatoie sulla qualità dei prodotti e lo abbiamo fatto attraverso un controllo della filiera. Latte Arborea valorizza solo latte sardo, questo per contribuire allo sviluppo economico isolano senza nessun compromesso».
Gianni Sardo, presidente della Cooperativa produttori Arborea (ortofrutta e comparto carni), ha sottolineato il lavoro dell'azienda nella valorizzazione delle produzioni di tutta la filiera con i servizi per chi produce, individuando nel modello cooperativo un «sistema valido anche in altri comparti come ortofrutta e carne, creando un’associazione tra Op».
Nel 2015 la cooperazione ha perso 1 miliardo 200 milioni di euro, in valore assoluto, su un fatturato complessivo di circa 30 miliardi di euro, ma ha avuto un incremento del 4 per cento sugli addetti. «Un dato fondamentale, perché la cooperazione conta sulle persone», ha spiegato Giorgio Mercuri, presidente dell'Alleanza delle cooperative agroalimentari. Mercuri ha chiesto poi un coinvolgimento ancora più forte dei vertici 3A nel sistema dell'Alleanza delle cooperative agroalimentari».
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