In rivolta i malati di sclerosi multipla
Timori per la chiusura del reparto al Binaghi di Cagliari con il declassamento a servizio ambulatoriale al San Giovanni di Dio
ORISTANO. Non è un caso che la protesta contro la possibile chiusura del reparto per la sclerosi multipla dell’ospedale Binaghi parta da Oristano: qui la malattia ha una diffusione molto ampia e la situazione va inquadrata in quella di un’isola che è già in testa a questa spiacevole classifica su scala nazionale. Ecco perché parte da Oristano la protesta contro la ventilata chiusura dell’attuale reparto dell’ospedale Binaghi di Cagliari che potrebbe essere trasferito al san Giovanni di Dio e trasformato in servizio ambulatoriale. «Per noi pazienti sarebbe un disastro - dice Vittorio Vacca, di Cabras, 54 anni -: il reparto del Binaghi è dotato di 12 posti letto e un’apparecchiatura per la risonanza magnetica acquistata anche con il contributo della nostra associazione. Trasferire e trasformare il reparto in ambulatorio significherebbe non aver più la possibilità di essere ricoverati, eventualità frequente per la nostra patologia, e soprattutto, non aver la certezza di contare sull’attuale livello di assistenza. Se la Regione dovesse andare avanti con questo piano, siamo pronti a proteste clamorose a partire dall’occupazione dell’assessorato alla Sanità».
A Vittorio Vacca la malattia è stata diagnosticata quando di anni ne aveva 39: venne congedato dall’arma del Carabinieri dove aveva il grado di maresciallo. «La nostra è una malattia grave -dice – pensare che non avremo più l’attuale assistenza mi sembra una follia. Per questo chiediamo un incontro urgente con l’assessore alla Sanità della Regione affinchè qualsiasi piano di ridimensionamento venga annullato». Il reparto dell’Ospedale Binaghi di Cagliari è considerato un centro di eccellenza, cui fanno capo ben 4138 pazienti di tutta l’isola su un totale di circa 7mila.
Paola Manconi, dirigente dell’Aism di Oristano, spiega «l’eccellenza di quel reparto è stata raggiunta con grande fatica e impegno da parte del personale medico e paramedico. La Sardegna è la regione italiana con la maggior incidenza di sclerosi multipla. Con tante battaglie portate avanti anche dalla nostra associazione, il livello di assistenza dell’ospedale di Cagliari è tale che arrivano persino dall’estero a curarsi. Pensare di cancellare tutto in nome della razionalizzazione delle spese, non ha senso».
È proprio dalla contrazione delle spese che inizia tutto. Vittorio Vacca ricostruisce la vicenda: «A maggio la Regione delibera di ridurre di 1milione di euro la spesa per i farmaci destinati alla cura della sclerosi multipla. La professoressa Luisa Marrosu, docente universitario e medico di fama internazionale, attuale direttore del reparto sm del Binaghi è dura. Ci comunica di aver presentato domanda di dimissioni anticipate dall’Università».
Una situazione che i malati organizzati nell’Aism oristanese non digeriscono: «Noi pazienti le chiediamo di fare un passo indietro e la convinciamo a ritirare le dimissioni - dice Vittorio Vacca -. Revoca purtroppo respinta dall’Ateneo. A febbraio la professoressa andrà anche in pensione da direttore del reparto ospedaliero. Temiamo che la sua assenza possa addirittura accelerare il piano di declassamento e trasferimento del “nostro” reparto. Senza la sua vigilanza ci sentiremo molto più “soli”. Per noi malati non è una questione sentimentale – conclude Vacca – rivendichiamo il diritto alle cure e all’assistenza. Per questo siamo pronti a manifestare, occupando la sede dell’assessorato regionale alla Sanità».
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