Meet up divisi, è scontro a 5 Stelle
Scissione tra Polis e Oristano in Movimento che intanto indica Lucia Tomasi come candidato per la carica di sindaco
ORISTANO. C’eravamo appena sopportati. Nel giro di un mese la voglia di unità sparisce e il mercoledì prenatalizio è quello che sancisce la spaccatura in due metà dei meet up che raggruppano gli attivisti cittadini del Movimento 5 Stelle. Sono metà di pari valore o qualcuna pesa di più? Impossibile dirlo, mentre l’unica cosa per ora certa è che quelle due metà litigano e che la strada verso le elezioni comunali diventa quanto mai contorta.
Eppure una delle due parti pronta a rivendicare per sè il simbolo Cinque Stelle per la prossima primavera ha già anche indicato il nome del futuro candidato. Si parlava da mesi di un Tomasi (Walter) invece sarà una Tomasi (Lucia), sempre che tutta la procedura che ha portato alla sua nomina sia stata regolare. La foto coi volti sorridenti scattata un istante dopo la votazione unanime non dovrebbe lasciare dubbi, ma alla decisione presa mercoledì sera dai soli attivisti del meet up Oristano in Movimento è seguita una serie di scambi di accuse con l’altro meet up cittadino Polis che contesta la procedura adottata per la scelta dell’eventuale candidato sindaco. Il M5S del resto segue regole particolari, per cui la piccola consultazione oristanese deve poi passare al vaglio dei vertici nazionali del Movimento che sono anche gli unici autorizzati a consentire l’utilizzo del simbolo.
Eccola la parolina magica, perché proprio sul simbolo si scatenerà la contesa che, in questo momento, ancora non è entrata per davvero nel vivo. I fuochi d’artificio però, a giudicare dal tono dei post dell’amato internet, potrebbero iniziare già prima di Capodanno. Che sotto la cenere covasse l’incendio lo si era capito già da lunedì, quando una mail invitava gli attivisti del meet up Oristano in Movimento a riunirsi per la scelta del nuovo cassiere e del nuovo “organizer”. In tutta fretta è arrivata la loro sostituzione, che ha però lasciato di stucco e alquanto contrariata l’altra parte, quella dell meet up Polis. I due organismi dovevano camminare insieme verso le elezioni comunali, secondo quanto sancito con tanto di video registrazione, nella precedente riunione congiunta. Ma evidentemente le due anime non si sono mai guardate troppo amorevolmente, forse perché ognuna aveva un candidato proprio – con tutta probabilità Patrizia Cadau per il Polis – su cui fare affidamento e lo riteneva migliore. Fatto sta che, con quello che il meet up Polis considera un colpo di mano, Oristano in Movimento si è portata avanti col lavoro indicando Lucia Tomasi quale prescelta.
Giù il sipario sulla disputa? Non esattamente perché i dissidi sulle procedure adottate porteranno quasi sicuramente alla richiesta di esaminare il regolamento. Secondo questo non sarebbe possibile utilizzare il nome M5S né parlare per conto di esso senza che vi sia stato il famoso esame della durata di due mesi da parte dei vertici nazionali. Se la contestazione trovasse fondamento, ci troveremmo addirittura di fronte a una forzatura macroscopica. Eppure Oristano in Movimento è convinta di aver compiuto il passo giusto e si dice forte anche del sostegno dei vertici regionali. Dall’altra così ribattono: «Oristano, al momento, non ha nessun candidato sindaco del Movimento 5 Stelle. Per essere ufficialmente candidati sindaci o consiglieri bisogna avere presentato una lista allo staff del M5S di Milano e avere ricevuto la certificazione e la possibilità quindi di utilizzare il simbolo per tutta la campagna elettorale. Chi parla in nome e per conto del M5S, senza essere autorizzato e certificato, infrange quindi una delle regole fondamentali del Movimento 5 Stelle».
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