La Nuova Sardegna

Oristano

Bosa, estrae pistola dopo la lite: arrestato

di Alessandro Farina
Bosa, estrae pistola dopo la lite: arrestato

La sera del 25 un diverbio all’esterno di un bar-pizzeria: forse l’arma si è inceppata. Nei guai un 30enne di Sarule

2 MINUTI DI LETTURA





BOSA. Un trentenne di Sarule è stato arrestato nella notte tra Natale e Santo Stefano perché accusato di aver cercato di esplodere dei colpi di pistola al termine di un acceso diverbio con un ragazzo di Bosa all’esterno del bar pizzeria Muà.

Sono stati attimi di tensione quelli che si sono vissuti all’esterno del locale. Un diverbio avvenuto all’ingresso della pizzeria e proseguito all’esterno quando il trentenne ha estratto l’arma e, secondo la ricostruzione degli inquirenti, ha cercato di esplodere dei colpi senza riuscirci, forse per un cattivo funzionamento. C’è stato un fuggi fuggi e qualcuno ha chiamato le forze dell’ordine.

A quel punto il giovane armato è salito in auto ed è scappato. Poco dopo una pattuglia dei carabinieri di Borore ha arrestato un trentenne di Sarule sulla statale 129 bis: aveva con sé una pistola detenuta illegalmente.

I carabinieri di Borore erano intervenuti su richiesta della centrale operativa della Compagnia di Macomer, agli ordini del luogotenente Domenico Aiello che ha coordinato le operazioni dopo le tante telefonate arrivate al 112 da parte di alcuni cittadini che avevano assistito all’episodio. Al numero di emergenza dei carabinieri sono arrivate una quarantina di richieste d’intervento poco prima della mezzanotte del 25 dicembre: «Qualcuno all’esterno del bar Muà ha tentato di esplodere dei colpi di pistola», raccontavano al telefono.

Pare che poco prima l’uomo avesse avuto un diverbio quasi sulla porta d’ingresso del locale con un giovane di Bosa.

Discussione poi proseguita all’esterno dove è spuntata improvvisamente l’arma, una pistola appunto, sembra puntata all’indirizzo del gruppo fermo di fronte al locale o forse all'indirizzo del contendente. Questi dettagli dovranno essere chiariti dagli inquirenti. La pistola però ha avuto dei problemi: i colpi non sono esplosi e le “scarrellate” hanno lasciato a terra due bossoli, poi recuperati dalle forze dell’ordine.

A Bosa, una volta scattato l’allarme, sono arrivate diverse pattuglie della polizia di Stato. Gli agenti hanno iniziato a raccogliere i primi elementi su quanto accaduto. Mentre dalla centrale operativa dei carabinieri di Macomer si coordinavano le stazioni del territorio, fornendo una serie di indicazioni che poi hanno portato all’epilogo con l’arresta del trentenne.

In piena notte la pattuglia dei militari di Borore, al comando del maresciallo Dore che aveva istituto un posto di blocco tra Suni e Sindia, ha fermato un’auto con a bordo un giovane che rispondeva alla descrizione fornita dai testimoni. Un trentenne di Sarule, di cui non vengono fornite le generalità, che è stato perquisito (e come lui anche l’auto) e trovato in possesso di una pistola calibro 6.35 con matricola illeggibile. Arma sequestrata insieme alle munizioni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative