Oristano, nell'omelia di fine anno in Cattedrale le parole di amore del Papa
L'arcivescovo: "Il 2016 si chiude con attentati alla vita di persone innocenti e alle nostre tradizioni civili e religiose"
ORISTANO. «L’anno giubilare della misericordia si chiude con attentati alla vita di persone innocenti e alle nostre tradizioni civili e religiose. Per molte persone si chiude senza casa, senza lavoro, senza affetti. Non lasciamoci vincere dalla paura». Si è conclusa con questo appello l’omelia per la messa di ringraziamento dell’arcivescovo Ignazio Sanna, la sera dell’ultimo dell’anno. L'arcivescovo ha per lunghi tratti ricordato le parole di Papa Francesco quando «invita a “non chiudere gli occhi davanti a Dio che ci guarda e dinanzi al prossimo che ci interpella. Apriamo gli occhi a Dio, purificando la vista del cuore dalle rappresentazioni ingannevoli e paurose, dal Dio della potenza e dei castighi, proiezione della superbia e del timore umani”».
L’arcivescovo ha insistito sulle parole del Papa: «Gesù - aggiunge il Papa - invita fermamente a non avere paura di fronte agli sconvolgimenti di ogni epoca, nemmeno di fronte alle prove più gravi e ingiuste. Egli chiede di perseverare nel bene e di porre piena fiducia in Dio». La conclusione è un invito all’amore, ancora più importante in tempi bui: «Si chiede il Papa: "Che cosa resta, che cosa ha valore nella vita, quali ricchezze non svaniscono? Sicuramente due: il Signore e il prossimo. Questi sono i beni più grandi, da amare. Tutto il resto, il cielo, la terra, le cose più belle, passano”».
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