L’investitore positivo alla cocaina
Pensionato ucciso, gli accertamenti tossicologici aggravano la posizione di Michael Caboni: è accusato di omicidio stradale
RIOLA SARDO. Tracce di cocaina nel sangue. Così si complica tremendamente la già difficile posizione di Michael Caboni, il ragazzo di 27 anni di Nurachi, che lunedì sera ha investito e ucciso il pensionato di Riola Sardo, Giovanni Antonio Pinna di 84 anni. La denuncia per omicidio stradale, aggravato dal secondo reato di omissione di soccorso, è già scattata. Il rischio più che concreto per l’indagato è che, nelle prossime ore, il pubblico ministero Marco Ulzega chieda al giudice per le indagini preliminari di procedere all’arresto dell’automobilista. La nuova normativa prevede infatti misure cautelari severissime e con tutta probabilità si andrà in quella direzione.
Se sul futuro prossimo non ci sono comunque certezze, è intanto più chiaro quel che è accaduto lunedì sera poco prima delle 19 in via Umberto a Riola Sardo. La Bmw nera guidata da Michael Caboni è piombata su Giovanni Antonio Pinna a una velocità certamente non consona alla situazione della strada nè adeguata al rispetto delle norme di prudenza. Non ci sono strumenti per misurare la velocità, ma sull’asfalto sono rimaste per dieci metri le tracce della frenata che non è stata sufficiente a evitare il pedone che attraversava la strada fuori dalle strisce pedonali. In più c’è da considerare il volo di altri dieci metri o anche oltre fatto da Giovanni Antonio Pinna dopo che questi è stato centrato dall’auto.
Non sono ancora prove, perché servirà una perizia per farle diventare tali nel procedimento già aperto, ma certamente contribuiscono a formare un quadro della situazione particolarmente pesante e al quale bisogna aggiungere il fatto che Michael Caboni sia fuggito dopo l’incidente commettendo l’omissione di soccorso e abbia successivamente tentato di nascondere l’auto in un canalone nelle campagne di Nurachi.
A suo vantaggio c’è il solo fatto che si sia presentato alla caserma dei carabinieri che già lo cercavano prima ancora di essere rintracciato. E di fronte ai militari della Compagnia di Oristano e della stazione di Riola Sardo, coordinati rispettivamente dal capitano Francesco Giola e dal maresciallo Raimondo Orgiu, ha immediatamente ammesso di essere il responsabile dell’incidente e ha spiegato di essere scappato dal teatro dell’incidente perché terrorizzato da quanto gli era appena accaduto.
C’è poi il particolare non di poco conto, ma comunque contrastante, della positività alla cocaina. Le analisi infatti non consentono di risalire al momento in cui l’automobilista l’abbia assunta, ma garantiscono la certezza solo sul fatto che ne abbia fatto uso in un intervallo di tempo abbastanza ampio. Le tracce dello stupefacente restano infatti nel sangue per diversi giorni, talvolta per qualche settimana, motivo per cui non dovrebbe essere possibile dimostrare che la cocaina sia stata assunta poco prima di mettersi alla guida.
È uno degli aspetti su cui insisterà l’avvocato difensore Sara Ghiani, ma l’indagato ha anche altri problemi da risolvere in attesa che si risolva la questione dell’esame del medico legale sulla povera salma di Giovanni Antonio Pinna, morto a due passi dal bar in cui si stava recando per le classiche due chiacchiere con gli amici. Proprio questi hanno visto e riconosciuto il tipo di auto che l’ha investito mettendo i carabinieri sulla pista giusta.
E a proposito dell’auto, Michael Caboni pare viaggiasse anche con l’assicurazione scaduta, fatto che complica tutte le procedure che inevitabilmente si apriranno anche dal punto di vista del risarcimento dei danni ai familiari della vittima. Questi ultimi hanno chiesto l’assistenza all’avvocato Filippo Cogotti il quale ha sollecitato al pubblico ministero un provvedimento di custodia cautelare, ritenendo che la fuga non possa far cessare la flagranza di reato, requisito necessario per l’arresto immediato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
