La minoranza: Petretto si deve dimettere
Sedilo, nessuna richiesta subordinata da Paris Po Sedilo che accusa il sindaco di tradimento politico
SEDILO. È la guerra del tutti contro tutti nell’amministrazione comunale. L’ultimo attacco frontale è quello sferrato dai consiglieri dissidenti, che dopo le dichiarazioni del sindaco sui presunti approcci tentati dall’opposizione, smentiti a stretto giro da Umberto Cocco, hanno tacciato Alessio Petretto di “tradimento politico”. « Siamo sconcertati», ha affermato Salvatore Pes parlando di «disonestà politica da parte di entrambi, ma soprattutto del sindaco». Parole dure, quelle pronunciate dall’amministratore e sottoscritte da Mario Zacchino, Salvatore Porcu, Maria Meloni, Mauro Niola e Stefano Pes. A novembre i consiglieri avevano sfiduciato Petretto chiedendogli di porre fine alla situazione di stallo che a loro avviso stava condizionando l’attività amministrativa, e lo stesso, pressante invito è stato formulato ieri dagli esponenti di Paris po Sedilo. Con la differenza che non contemplava più la riconciliazione tra le alternative, ma la sola richiesta di dimissioni. «Quando i cittadini hanno votato sono andati palesemente contro l’amministrazione di Cocco ed è impensabile che dopo quell’esito elettorale il sindaco decida di cambiare radicalmente le linee programmatiche e di migrare verso le posizioni della minoranza», ha rincarato Salvatore Pes motivando l’esortazione a rimettere il mandato. «Questo immobilismo è frutto della crisi conseguente a un modo di gestire le cose che noi non condividevamo». L’inerzia addebitata al capo dell’esecutivo sulla revisione del piano particolareggiato è rappresentata come uno dei principali motivi di contrasto, ma non l’unico. «Abbiamo discusso sulla gestione del patrimonio archeologico, del verde pubblico, delle tradizioni e dell’Ardia. Quest’ultima non è l’unico elemento bensì uno dei tanti», ha puntualizzato l’ex assessore Mario Zacchino. Il gruppo di dissidenti non ha fatto sconti, compresi i rapporti con la Regione: «Completamente assenti», ha accusato Salvatore Pes, che non ha risparmiato critiche neppure sul ruolo di filtro che a Petretto veniva chiesto di esercitare tra l’ Unione del Guilcer e il resto della maggioranza. «Non ci ha mai fatto sapere nulla delle dinamiche dell’ente e di ciò che si discuteva nelle riunioni», ha riferito Pes, che ha chiarito anche la scelta di non partecipare al bando sugli impianti sportivi: «Si tratta di un mutuo e vista la soglia d’indebitamento del Comune chiedere un altro prestito ci sembrava da incoscenti»,
Maria Antonietta Cossu
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