Una popolazione che non cresce
Sempre sotto la soglia dei 32mila: prevalgono le donne, che vivono più a lungo
ORISTANO. Sei anni fa erano 32.156. Da qualche tempo si è scesi sotto la soglia dei 32mila, attestandosi (secondo l’aggiornamento più recente fornito dal servizio statistiche popolazione del Comune) a quota 31.700. È il numero degli abitanti di Oristano e frazioni. Le donne sono in maggioranza: 16.592. Gli uomini 15.108.
La fascia di età più affollata è quella tra i 50 e i 60 anni: 2.835 donne e 2.567 uomini. Anche la fascia tra i 40 e i 50 anni è ben frequentata: da 2.535 donne e da 2.407 uomini. Per il futuro la supremazia femminile, a guardare gli ultimi nati, potrebbe vacillare: tra i bambini di età compresa tra gli zero e i 10 anni prevalgono i maschietti che sono 996 contro le 963 portatrici di fiocco rosa.
Guardando a come si sviluppa l’aspettativa di vita, però, non ci possono essere certezze sulla conferma della tendenza. Mano a mano che la popolazione invecchia, infatti, cresce il divario numerico tra femmine e maschi. Le donne vivono di più, è un dato risaputo, confermato anche dai numeri oristanesi. Il grafico che accompagna la statistica fornisce un’immagine eloquente: sino alla fascia 30-40 anni la barra azzurra supera, seppur di poco quella rosa. Viene poi superata per distanziarsi inesorabilmente. Si arriva così alla fascia oltre gli 80 anni: ne fanno parte 2.235 cittadini oristanesi. Gli uomini sono 789, le donne quasi il doppio: 1.446.
Alcuni dati interessanti arrivano anche dall’aggiornamento sul flusso della popolazione. Nel 2016 i morti sono stati 316, i nuovi nati 182. Sono andati via dalla città in 757, mentre sono arrivati in 919. Il mese “boom” per i nuovi arrivi, lo scorso anno, è stato quello di marzo: se ne sono contati 166. A gennaio sono andati via in 116. Aprile è stato invece il mese più funesto con 36 morti. Il mese della speranza, della vita nuova, è stato dicembre con 28 nuovi nati. Il saldo, alla fine dell’anno, è stato di più 28 abitanti.
In questo inizio di 2017 i nuovi oristanesi sono stati sinora 16, gli emigrati due in meno.
La città, comunque la si voglia vedere, non cresce. Il suo potere attrattivo, la sua offerta di servizi e di opportunità non rappresenta un sufficiente richiamo. Neanche il Piano urbanistico comunale, che avrebbe dovuto calmierare i prezzi delle aree fabbricabili offrendo nuove opportunità a quelli che lasciavano la città per i centri limitrofi in cerca di terreni a un prezzo più basso, per ora non ha svolto questo ruolo. E le previsioni ottimistiche delle prospettive di crescita contenuti nelle prime elaborazioni del Piano fanno un po’ sorridere.
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