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Oristano

Se l’area “Grandi eventi” diventa “Grandi ritardi”

di Francesco G. Pinna
Se l’area “Grandi eventi” diventa “Grandi ritardi”

Torregrande, a giorni previsto un vertice in Comune per le lungaggini dei lavori L’opera avrebbe dovuto ospitare 8mila persone per le manifestazioni estive

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ORISTANO. Il vertice tra l'assessore ai Lavori pubblici Efisio Sanna e i tecnici del Comune che ieri mattina avrebbe dovuto fare chiarezza sui grave ritardo dei lavori per la realizzazione dell'Area grandi eventi di Torregrande è saltato. Se ne riparlerà, se va bene, forse fra qualche giorno, Intanto resta lo scandalo di un progetto ambizioso che non è mai decollato e di un cantiere fermo da mesi e praticamente in stato di abbandono. Operai e impresa sono praticamente scomparsi da Torregrande. All'ingresso del cantiere, sulla strada provinciale che dalla borgata porta a Cabras, non c'è neanche il cartello obbligatorio con le informazioni di legge sull'appalto, sull'impresa che realizza i lavori e sui tempi previsti per la loro conclusione, che forse potrebbero essere già scaduti. Di sicuro c'è soltanto che l'appalto è stato aggiudicato il 20 dicembre del 2011 alla società a responsabilità limitata R.G.Service di Nola in provincia di Napoli per un corrispettivo di un milione 282mila e 879 euro più Iva e che dopo cinque anni è stato completato solo il 50 per cento dei lavori previsti. Lo certifica il quarto stato di avanzamento dei lavori sulla base del quale alla data del 25 novembre 2016 erano stati realizzati lavori per un importo di 680mila euro e spiccioli, oneri per la sicurezza compresi. E a questo punto, più che di grandi eventi è il caso di parlare di grandi ritardi, per i quali però non ha pagato mai nessuno. Il progetto è vecchi ormai almeno di una dozzina d'anni. Se ne parlava già nel 2005. Sindaco Barberio, assessore all'urbanistica Giuliano Uras, ai Lavori pubblici Paolo Vidili, e in Consiglio comunale ne discutevano tra gli altri Pietro Arca, Linalba Ibba e Giovanni Masala. Allora c'erano a disposizione due milioni e mezzo di euro (Legge regionale 37) e si vagheggiava di una struttura capace di ospitare 8mila spettatori di cui almeno duemila con posto a sedere e di un parcheggio di tre ettari. Nel corso degli anni, assieme al finanziamento è stato drasticamente ridimensionato anche il progetto che secondo gli amministratori di allora era destinato a risolvere tutti i problemi legati agli spazi per gli spettacoli estivi "con il superamento – come recitava un comunicato stampa dell'epoca – delle infelici sistemazioni nel parcheggio di via Mariano IV o quelle suggestive, ma inadatte, del porticciolo o delle piazze del centro storico" e che anzi nasceva anche come primo nucleo di un progetto più ampio che prevedeva la realizzazione a Torregrande anche di un ippodromo. Con la crisi dell'ippica, il sogno dell'ippodromo è definitivamente tramontato. Per quello dell'Area Grandi eventi resta ancora un pizzico di speranza.

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