Il Murats sbarca a San Francisco, inaugurazione il 19
SAMUGHEO. La tradizione tessile di Samugheo e della Sardegna in rotta verso San Francisco. Nella metropoli della West Coast americana si aprirà una prestigiosa vetrina internazionale per la...
SAMUGHEO. La tradizione tessile di Samugheo e della Sardegna in rotta verso San Francisco. Nella metropoli della West Coast americana si aprirà una prestigiosa vetrina internazionale per la produzione manifatturiera locale e di altre realtà isolane particolarmente vocate.
Il 19 gennaio sarà inaugurata una mostra che racconta passato e presente della tradizione tessile nostrana.
L’iniziativa, ribattezzata in inglese “Sardinian textiles an exhibit of handwover art” è promossa dal Comune e dal Murats in collaborazione con l’Istituto di Cultura Italiano, che riserverà all’allestimento uno spazio nella sua sede espositiva fino al 24 febbraio. La narrazione si sviluppa attraverso una selezione dei manufatti antichi della collezione Murats, un’installazione su cui saranno proiettate le immagini ad alta risoluzione di arazzi e tappeti e un campionario della produzione contemporanea formato prevalentemente da creazioni made in Samugheo ma realizzate anche dagli artigiani di Aggius e Nule.
«Oltre a far conoscere la storia della tessitura, lo scopo è di promuovere la produzione manifatturiera attuale cercando di portare a conoscenza del pubblico tecniche, iconografie e colori riguardanti uno dei settori identificativi della nostra isola», spiega il direttore del museo unico regionale Baingio Cuccu.
All’evento centrale sarà dato ulteriore risalto attraverso una serie di iniziative collaterali. Nella giornata inaugurale sarà presentato il documentario “I want to weave the weft of time” di Kelly Majula Koza, che ha collaborato al progetto. Il filmato racconta un viaggio in Sardegna attraverso la tradizione artigiana samughese e di altri centri di produzione. All’Istituto di Cultura Italiano, inoltre, sono previsti un workshop di tessitura e una serie di incontri con gli operatori statunitensi che si occupano di commercio di tappeti e tessuti.
Un’occasione su cui gli artefici del progetto confidano per lanciare le eccellenze sarde nel mercato internazionale. Alla mostra si lega anche il progetto firmato dallo stilista Silvio Betterelli. Si chiamerà “Intrecci” e riunirà collaboratori da tutto il mondo per creare una tessitura fatta da singole fibre che rappresentano le storie personali, i desideri e le culture.
«Si chiederà alle persone di lavorare su un telaio speciale realizzato appositamente per San Francisco – spiega Baingio Cuccu – La sua forma sarà tridimensionale e permetterà a tre persone di lavorare contemporaneamente per la creazione di un unico manufatto».
Maria Antonietta Cossu
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