Incidente al teatro, in aula il sindaco

Bosa, la causa per la morte di Salvatore Ladu. Deposizione anche per gli ex assessori Cherchi e Piu

BOSA. In aula arrivano i testimoni. Due sono assessori della vecchia giunta guidata dal sindaco Pier Franco Casula, il terzo è il sindaco attuale Luigi Mastino. Diventano così protagonisti della causa civile che vede l’amministrazione chiamata in causa dai familiari di Salvatore Ladu, un cittadino che nel 2010 si trovava nei locali del teatro civico non ancora collaudato e che fu travolto da una porta crollata proprio nel momento del suo passaggio. Chi ancora lo piange chiede di essere risarcito per la grave perdita del familiare, ma in tribunale si dovrà anche decidere se il risarcimento è d’obbligo e quale persona o quale ente pubblico lo dovrà pagare. I soldi erano stati richiesti al Comune, ma il procedimento è alquanto complicato. L’amministrazione Mastino aveva infatti chiamato in causa l’ex sindaco Piero Casula, dopo che la compagnia di assicurazioni Sara aveva chiarito di non voler sborsare un solo centesimo perché ritiene di non essere responsabile dell’incidente al teatro comunale in quanto la struttura non sarebbe dovuta essere aperta al pubblico. Salvatore Ladu vi stava invece allestendo una mostra che non si sarebbe mai tenuta. L’incidente gli costò una grave invalidità e fu il motivo che, secondo i familiari assistiti nella causa dall’avvocato Simona Pedde, lo portò alla morte arrivata l’11 febbraio 2015. Chiedono un risarcimento di 400mila euro, somma per la quale la Sara Assicurazioni si tira fuori dal momento che la struttura non era in regola dal punto di vista delle autorizzazioni. La causa però era iniziata con un colpo di scena perché il Comune, assistito dall’avvocato Gianni Massidda, aveva tirato in ballo il sindaco precedente Piero Casula – è assistito dall’avvocato Enrico Roda – per via di un’affermazione da lui fatta in consiglio comunale, durante il quale disse di aver dato personalmente le chiavi del teatro a Salvatore Ladu. Per questo motivo il giudice della sezione civile, Giuseppe Carta, lo aveva chiamato in causa quale responsabile diretto dell’evento.

Ieri l’attuale sindaco e gli assessori della giunta Casula, Augusto Cherchi e Angelina Piu, hanno ribadito quanto già affermato. Nuove testimonianze entreranno a far parte degli atti nell’udienza del 13 marzo.

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