La Nuova Sardegna

Oristano

Maurizio Demartis non ce l’ha fatta: colpo alla testa fatale

di Maria Antonietta Cossu
Maurizio Demartis non ce l’ha fatta: colpo alla testa fatale

Fordongianus in lutto per la morte del pizzaiolo di 49 anni Caduta tragica dal trattore durante i fuochi di Sant’Antonio

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FORDONGIANUS. Non ce l’ha fatta Maurizio Demartis, il quarantanovenne di Fordongianus che martedì è stato ricoverato in stato di coma al reparto Rianimazione dell’ospedale di Oristano.

Alle 8,45 di ieri sono cessate le funzioni vitali dell’uomo e trascorse le sei ore previste dal protocollo sanitario è stato dichiarato il decesso.

Maurizio Demartis è morto a causa di un’emorragia cerebrale conseguente a trauma cranico: questo ha stabilito la Asl 5, che non ha quindi ritenuto di dover disporre l’esame autoptico. Tuttavia, in osservanza della prassi, ha trasmesso gli atti all’autorità giudiziaria.

I funerali dovrebbero svolgersi in giornata o domani nella parrocchia di San Pietro apostolo. Al dolore degli anziani genitori, Efisio Demartis e Maria Mura, della sorella Sofia e di Giuseppe, partito stamattina da Cento per dare l’estremo saluto al fratello, si è aggiunta la grande commozione della comunità fordongianese, che fino all’ultimo ha sperato nel risveglio del concittadino. «Tutti noi proviamo un grande dispiacere per la perdita di una persona giovane, un uomo dal carattere gioviale, amico di tutti. Doveva essere una giornata di festa e invece si è trasformata in tragedia - ha commentato il sindaco Serafino Pischedda -. Purtroppo nessuna parola potrà lenire il dolore profondo che prova la famiglia».

Maurizio Demartis è andato incontro al suo terribile destino in un giorno di festa, vissuto fino all’ultimo in maniera apparentemente normale. Se non fosse stato per quell’imprevisto, quella caduta rovinosa dal carrello trainato a rimorchio dal trattore su cui poco prima, insieme ai compagni, aveva issato un pesante tronco cavo.

Quella ricorrenza tanto amata, vissuta sempre intensamente, per Maurizio Demartis ha assunto una piega tragica, e forse proprio il clima effervescente e festoso che accompagna il rituale delle tuvas ha condizionato la decisione dell’uomo di non recarsi subito a fare un controllo medico.

O magari sarebbe andata allo stesso, identico modo in qualunque altra circostanza, ammesso e non concesso che la ripresa dopo la temporanea perdita dei sensi possa aver indotto la sfortunata vittima a credere di non aver subito traumi.

A prescindere dai pensieri che in quei momenti hanno attraversato la sua mente, il quarantanovenne si è unito nuovamente alla sua comitiva e ha partecipato ai festeggiamenti nella piazza del grande falò acceso in onore di Sant’Antonio.

Al rientro a casa Demartis è andato a dormire e non si è più risvegliato. A un certo punto è sopraggiunto il coma e già all’arrivo in ospedale le condizioni dello sfortunato quarantanovenne sono apparse disperate. Si sono spente definitivamente il giorno dopo, quando l’elettroencefalogramma non ha più dato segnali di attività cerebrale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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