La Nuova Sardegna

Oristano

come nasce l’indagine

Tutto inizia con un’estorsione

Le minacce dopo una partita di stupefacente non pagata ai desulesi

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ORISTANO. C’è una persona che arriva in caserma per fare una denuncia. Racconta una storia insolita: è stato vittima di un’estorsione e di una rapina. E sin qui nulla di strano. I militari però rizzano le orecchie nel momento in cui spiega il motivo per cui le ha subite. Ha comprato diversi chili di droga, probabilmente marijuana, da due persone del Nuorese e poi non l’ha pagata. Il debito è di qualche migliaio di euro e chi gliel’ha venduta non gradisce. Così le due persone – sono il desulese Samuel Pietro Liori e il suo compaesano Roberto Zanda – compiono la spedizione punitiva a casa di Gabriele Madeddu a Silì. È il dicembre del 2015 e i due non hanno fatto chilometri per lasciare un avviso di cortesia. Firmano l’ingiunzione di pagamento con le botte e poi prendono quali titoli risarcitori alcuni oggetti di arredamento. Quando vanno via chiariscono poi le loro intenzioni: «O si salda il debito o sono guai più seri». Magari anche coinvolgendo i figli del loro debitore.

A quel punto Gabriele Madeddu ha troppa paura per andare avanti e così si presenta al comando dei carabinieri dove vuota il sacco. Non viene arrestato, ma ovviamente il fatto che resti libero non significa che i carabinieri stiano con le mani in mano. Quella è solo una mossa per togliere il coperchio ad una pentola che si rivelerà ben più capiente. Iniziano le intercettazioni e da queste si capisce come, indipendentemente gli uni dagli altri, i vari indagati siano comunque molto operosi nella loro attività di spaccio. Talmente affacendati da capire che può essere un vantaggio offrire ogni tanto delle dosi ai consumatori. È una mossa come quelle dei supermercati: sanno che così i clienti, anche dodicenni, torneranno. Ancora e poi ancora. Sino al momento delle manette. E oggi iniziano gli interrogatori alla presenza degli avvocati difensori Rossella Oppo Samantha Bagliari, Agnese Fenu e Gianfranco Meloni. (e.c.)

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