Randagi nelle campagne, ancora stragi di pecore
Seneghe, le preoccupazioni degli allevatori che perdono bestiame selezionato Accuse alla Regione, il sindaco ha chiesto l’intervento di Assl e Forestale
SENEGHE. La questione randagismo è ancora in primo piano nel paese. E come facilmente prevedibile fa discutere l’assenza della Regione, che non stanzierà fondi per combattere il fenomeno, lasciando praticamente soli i Comuni nella gestione della problematica. Da oltre un mese nelle campagne del paese una decina di cani randagi, meticci quasi tutti di grossa stazza, attaccano e uccidono le pecore: il numero è salito a oltre sessanta, causando un danno economico notevole agli allevatori che hanno avuto la loro sgradita visita. Pecore frutto di selezione portata avanti negli anni, il cui costo può superare anche i 200 euro a capo. «Quando sono andato in Comune per rappresentare il problema – spiega Marco Corona, uno degli allevatori danneggiati – sono stato indirizzato in ufficio, dove, senza neppure farmi parlare hanno precisato che il Comune non ha soldi da impiegare nella lotta contro il randagismo. Io non ho chiesto soldi. So benissimo che non sono previsti indennizzi per la perdita di bestiame dovuto a fatti del genere. Mi sono limitato a chiedere un intervento finalizzato a risolvere la questione in tempi brevi, prima che assuma dimensioni più gravi e magari i cani aggrediscano anche le persone oltre alle pecore». La risposta del sindaco Gianni Oggianu non si è fatta attendere: «Hochiesto alla Assl di intervenire tempestivamente e contestualmente alla Forestale». La presenza di molti cani randagi, che si assomma a quelli lasciati in strada da padroni “distratti”, rappresentano un pericolo per la sicurezza delle persone, oltre che un rischio, visto che non sono curati da nessuno, per la salute pubblica. Qualche giorno fa nelle campagne del paese sono stati trovati dei cuccioli abbandonati. Il salvataggio dei piccoli è senza dubbio un’azione meritoria. Ma poiché la norma dice che a farsene carico economicamente deve essere il Comune in cui sono stati rinvenuti, tocca all’amministrazione seneghese pagare le strutture in cui sono stati portati. Se troveranno un padrone tanto di guadagnato, altrimenti il problema rimarrà in carico alla comunità che attraverso le tasse versate dai cittadini dovrà continuare a pagare le strutture che li hanno accolti. Intanto, in attesa che arrivino le risposte di Assl e Forestale, il branco continua a imperversare nelle vicinanze del paese e non è difficile prevedere che, se non si interverrà subito, altre pecore andranno ad aumentare il numero di quelle già uccise, ferite gravemente o disperse.
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