Offerta turistica, c’è l’Oasi francescana
Laconi, il complesso di nuovo fruibile dopo un periodo di chiusura legato a lavori di restauro
LACONI. Dopo un lungo periodo di chiusura per lavori di restauro, riapre L'Oasi Francescana. La struttura riapre i battenti e guarda al futuro. Conosciuta da più di mezzo secolo quale luogo ideale per ritrovare serenità a stretto contatto con la natura, si trova a “Cuccuru e Monte” su un punto alto che sovrasta il paese e che offre un panorama altamente suggestivo. La presentazione ufficiale della struttura, fresca di restauro, è avvenuta nel corso del workshop organizzato a Laconi a conclusione dell’Anno Nazionale dei Cammini. Nata più di cinquant'anni, fa per iniziativa dei frati cappuccini sardi nell’intento di creare un luogo al riparo dai rumori della città, oggi continua a conservare queste caratteristiche, quale luogo ideale per meditare e riflettere, ma si presenta, anche, come un punto di accoglienza per giovani, gruppi e famiglie. Attrezzata con i più moderni supporti tecnologici, continuerà ad essere un centro di spiritualità e preghiera, ma anche un punto di riferimento per i turisti grazie ad un valido servizio di ospitalità per quanti si pongono in cammino nell’ambito degli “itinerari dello spirito”, alla ricerca di una proposta turistica, quindi, che riesca a trasmettere l’identità locale nelle sue svariate accezioni: dalla base dell’accoglienza, ristorazione e ospitalità, alle peculiarità proprie del territorio: costumi, riti e tradizioni, arti e eccellenze enogastronomiche. La riapertura dell’Oasi Francescana accende le speranze sullo sviluppo del turismo, in particolare quello religioso, segmento sul quale le amministrazioni comunali hanno investito, cercando di migliorare l’offerta. Da questo punto di vista cresce anche il potenziale ricettivo, in calo dopo la chiusura dell’albergo comunale “Le Magnolie”. Poter contare, infatti, sulla disponibilità di circa 60 posti letto in più, specie in particolari occasioni, quali festa di Sant’Ignazio, eventi speciali ed altre manifestazioni identitarie, rappresenta certamente una boccata d’ossigeno sotto il profilo dell’accoglienza.
Ivana Fulghesu
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