La Nuova Sardegna

Oristano

Salvamento a mare, appello alla Regione

di Piero Marongiu
Salvamento a mare, appello alla Regione

Cabras, il sindaco Carrus chiede di programmare per tempo e stanziare fondi adeguati per coprire tutta la stagione

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CABRAS. Salvamento a mare, basta con i ritardi e la programmazione all’ultimo minuto. Il sindaco Cristiano Carrus ha inviato una lettera al presidente della Regione Francesco Pigliaru, all’assessore Regionale all’ambiente Donatella Spano e per conoscenza al comandante della Capitaneria di porto, al Prefetto di Oristano e ai Comuni costieri della Provincia per chiedere un incontro finalizzato a programmare un intervento relativo all’attività di salvamento a mare per la prossima estate. Lo scorso anno il servizio è stato garantito per un periodo limitato, e non in tutte le spiagge della provincia. Il problema si ripropone ogni estate e alimenta più di una polemica da parte degli amministratori interessati a garantire il servizio e le critiche feroci dei numerosi turisti che le prendono d’assalto. I mezzi messi in campo, strutture e bagnini, vengono ritenuti insufficienti per garantire la sicurezza dei bagnanti e il servizio, quando c’è, parte a stagione abbondantemente inoltrata. «Ritengo necessario – scrive Carrus – il coordinamento tra la Regione e tutte le istituzioni, affinché il servizio di salvamento venga garantito in tutte le spiagge, perché penso che un servizio così importante non possa essere riservato solo ad alcune di esse e per un periodo di tempo limitato». Nella mente di tutti c’è ancora il ricordo della tragedia avvenuta il giorno di ferragosto del 2015 a San Giovanni di Sinis che costò la vita all’oristanese Vincenzo Curtale, il quale si era gettato in acqua sfidando il maestrale per soccorrere una donna che aveva sfidato le onde a bordo di un materassino. Allora le polemiche infuriarono per giorni e furono in tanti a dire che se ci fosse stato un intervento tempestivo, oggi, probabilmente, Curtale sarebbe ancora vivo. Lo scorso anno a lasciare la vita in una spiaggia della provincia, a Is Arenas, è stato un turista tedesco, Reinahar Friederich. Quando accadde la tragedia in servizio c’era solo il bagnino di un camping privato, quelli della provincia avevano terminato l’attività qualche giorno prima. «Lo scorso anno – prosegue Carrus – nonostante fosse emerso in maniera forte, da parte di numerosi soggetti e associazioni la sensibilità di promuovere il servizio, nel concreto non è stato riscontrato nessun tipo di interesse e il bando pubblicato dal nostro Comune è andato deserto. Probabilmente i 45 mila euro disponibili per lo svolgimento del servizio per 45 giorni nelle spiagge di San Giovanni, Is Arutas e Mari Ermi, non sono stati ritenuti sufficienti.

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