La Nuova Sardegna

Oristano

Evasione saldata con 700mila euro

Evasione saldata con 700mila euro

Inchiesta sui negozi compro oro, Roberto Musu paga il debito con il fisco

2 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO.

Il debito col fisco è saldato. L'imprenditore oristanese Roberto Musu, 38 anni, ha pagato poco meno di 700mila euro e così, in base alle leggi sull'evasione fiscale, verrà di conseguenza a decadere anche il procedimento penale nei suoi confronti che dal tribunale di Oristano era stato trasferito a quello di Milano, che i giudici avevano ritenuto essere il foro competente per esaminare il caso.

Secondo le accuse che gli erano state mosse dalla procura, figlie delle indagini della Guardia di Finanza di Oristano, Roberto Musu aveva scelto l'Irlanda come sede legale per le sue aziende di compro oro. Questo gli aveva consentito di avere un vantaggio notevole dal punto di vista fiscale perché il livello di tassazione in Irlanda è nettamente più basso rispetto a quello italiano.

Il vero nodo cruciale della questione è che, secondo le accuse, la sede legale delle società di compro oro era fittizia. In realtà tutta l'attività si sarebbe svolta in Italia e dall'Italia Roberto Musu avrebbe comandato le sue aziende. Lo Stato ovviamente si voleva tutelare nel caso in cui quelle accuse sarebbero state dimostrate.

Non c'è stato però bisogno di arrivare al processo perché la questione si è risolta in anticipo con il pagamento di quello che tecnicamente si chiama debito tributario. Roberto Musu, assistito dagli avvocati Giuseppe Lai e Maria Grazia Zoncu, sembrava pronto a dar battaglia in tribunale, ha invece scelto la via del pagamento di quanto le casse dello Stato chiedevano per riportare in pareggio la situazione.

La tecnica utilizzata da Roberto Musu sarebbe stata quella che, sempre usando un linguaggio tecnico, viene definita come esterovestizione. La società sceglie come propria sede legale una nazione in cui la tassazione è più bassa rispetto a quella italiana, ma di fatto la sua attività, le decisioni e soprattutto la base operativa sono nel territorio nazionale italiano. Questo aspetto, secondo giurisprudenza consolidata, aprirebbe la strada alla commissione del reato di evasione fiscale. Insomma, ciò che viene risparmiato attraverso una tassazione inferiore proposta in altri Stati non può finire direttamente nelle casse della società.

Il pagamento del debito ha chiuso la questione, che aveva condotto a un sequestro “per equivalente” di beni e conti bancari per 400mila euro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative