Teatro senza sponsor a rischio chiusura
Paulilatino: appello per salvare la struttura all’asta, ma si riparte il 10 febbraio con il “Don Giovanni”
PAULILATINO. «Investite nel teatro, la cultura è vita», Non si stancherà mai di ripeterlo Aldo Sicurella, e continuerà a invocare il sostegno dell’imprenditoria isolana fino a quando non riuscirà a fare breccia nella sensibilità di qualche mecenate per il quale foraggiare il settore culturale non rappresenti un tabù.
«A livello nazionale succede già, auspico che qualcosa cominci a cambiare anche in Sardegna. Il nostro è un territorio che ha bisogno di strutture e ha sete di cultura», ha detto il padre fondatore del Teatro Instabile nel giorno della presentazione della nuova stagione lirica, che si aprirà il 10 e 11 febbraio con la rappresentazione del Don Giovanni di Mozart. Lo spettacolo è prodotto dalla Fondazione Teatro Grazia Deledda, che ha potuto contare su un contributo della Fondazione Sardegna e dell’Unione del Guilcer. Una compartecipazione accolta con gratitudine dai responsabili del teatro Grazia Deledda, finito all’asta in seguito alle difficoltà economiche dell’associazione titolare della proprietà. Per scongiurare il rischio di un passaggio di mano il Teatro Instabile ha battuto sin dal principio tutte le strade possibili, compreso, appunto, l’intervento di operatori economici privati. Ma c’è anche un’altra via che la compagnia paulese ha lasciato intravedere, ed è quella di trasformare il teatro in una struttura del territorio. Per ora si tratta di un ragionamento fatto a voce alta da Aldo Sicurella, che ha caldeggiato il coinvolgimento dell’Unione del Guilcer. «Io predico: perché non dovrebbe essere l’Unione dei Comuni la proprietaria? A me interessa che il teatro sopravviva e che chi ci sta dentro possa continuare a lavorarci – ha affermato il regista –. È importante che il territorio voglia sostenerci, lo ha dimostrato quando abbiamo proposto la lirica. Ci è stato subito detto: fatelo».
Un incoraggiamento che non ha avuto riscontri ai livelli più alti della politica, come ha lamentato l’artista raccontando del milione e mezzo di euro di finanziamenti europei restituiti dalla Regione per non aver saputo promuovere adeguatamente un bando. «Eppure il teatro ha dei costi di lavoro e di produzione che andrebbero sostenuti perché altrimenti verrebbero caricati interamente sugli utenti e la Regione deve capire che questo non va bene», ha rilevato Sicurella. «Il teatro del Centro Sardegna dà risposte a chi non vive nelle città ma necessita di servizi e di forme culturali che non sono presenti ovunque; questa è un po’ la nostra mission», ha dichiarato il presidente della fondazione Teatro Grazia Deledda, Livio Deligia.(mac)
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